Marghera, 0.1 di alcol nel sangue: operaio licenziato

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Un gruista dell’azienda Vecon spa di Porto Marghera è stato licenziato in seguito a un controllo sul tasso alcolemico, risultato pari a 0,1. Poco, ma – come riporta Rubina Bon su La Nuova Venezia a pagina 22 – comunque troppo per le norme aziendali che per certe mansioni impongono il divieto totale di assumere alcolici in orario lavorativo.

La vicenda risale a due anni fa: l’uomo, uno straniero di 45 anni residente nel Veneziano, aveva in seguito impugnato il licenziamento in tribunale e, nonostante davanti al perito aveva ammesso di essere solito bere birra e vino durante i pasti, il giudice del lavoro aveva stabilito che servissero tre richiami per il licenziamento. L’azienda ha presentato a sua volta ricorso e il giudice Paola Ferretti nella sentenza depositata questa settimana ha rigettato il ricorso originario del lavoratore.

(Ph. Shutterstock)

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  • don Franco di Padova

    E’ corretto.
    L’Azienda risponde di eventuali danni causati dal dipendente ed ha diritto di definire l’area di sicurezza operativa.
    Non si può piangere i morti sul lavoro e pretendere risarcimenti milionari e basta.
    Bisogna che le aziende possano pretendere il rispetto delle norme di sicurezza da esse definite (quelle legali sono una soglia minima indiscutibile) anche facendo ricorso alle sanzioni disciplinari non conservative.
    Un eventuale incidente tra il primo ed il terzo richiamo sarebbe stato imputato all’azienda o al Giudice che stabiliva la non licenziabilità del lavoratore alla prima contestazione?

    • Lupis Tana

      permettergli di fare una pausa al bar per un caffè, va bene e bisognerebbe esssere meno drastici su queste assenze, rispetto a questi lavori pericolosi, la ditta deve essere rigida.