«Incendio impianto rifiuti nel Veronese, modalità mafiose»

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«L’incendio di domenica nell’impianto di trattamento rifiuti a Povegliano Veronese è l’ennesimo caso di un fenomeno troppo spesso sottovalutato anche dalla Regione. Si tratta di episodi in gran parte dolosi, con modalità mafiose, è bene dirlo senza giri di parole». Ad affermarlo sono i consiglieri del Partito Democratico Andrea Zanoni e Orietta Salemi commentando quanto accaduto ieri mattina in un impianto di trattamento rifiuti. Dopo alcune ore e il pericolo di crollo dell’edificio i vigili del fuoco hanno domato le fiamme. Il Comune nel frattempo ha invitato i cittadini a non uscire di casa e a tenere chiuse le finestre.

«Non si tratta di fare allarmismo, ricordiamo le parole del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho pronunciate il 26 marzo scorso a Treviso ad una conferenza organizzata dal prefetto Lega: “ci sono tanti incendi? Sono la modalità tipica delle mafie, e della ‘ndrangheta in particolare, per intimidire ed estorcere denaro”. Convegno in cui la giunta Zaia si fece notare per l’assenza dei propri rappresentanti. Eppure è un problema che ci interessa da vicino: sono 250 gli incendi in impianti di trattamento rifiuti in Italia negli ultimi quattro anni e quasi la metà (124, pari al 47,5%) sono avvenuti al Nord. E ben quattro pagine della relazione della Commissione Ecomafie dello scorso gennaio sugli incendi sono dedicate ai casi accaduti in Veneto.

«Nel corso della legislatura – continuano Zanoni e Salemi – abbiamo presentato numerose interrogazioni chiedendo alla Regione verifiche serie e urgenti sulle attività di questi centri perché o ci sono dei problemi nell’applicazione delle norme sulla sicurezza e sulla prevenzione degli incendi oppure c’è dietro un disegno mafioso. È certo però che gli episodi sono troppi per parlare di casualità. E infatti spesso dalle indagini degli inquirenti risultano essere dolosi. La Regione però non ha evidentemente la stessa percezione della pericolosità, basti pensare alle lungaggini e alle traversie che hanno accompagnato la nascita dell’Osservatorio per il contrasto alla criminalità e alla mafia.

Non bisogna poi dimenticare le conseguenze di questi roghi sulla salute. Le analisi di Arpav faranno chiarezza sulla presenza di diossina, comunque – concludono i due consiglieri dem – ogni volta che si verifica un incendio ad un centro rifiuti, vengono emessi in atmosfera prodotti della combustione in quantità elevatissime, con ripercussioni negative sull’inquinamento dell’aria che così com’è in Europa è già causa, ogni anno, di 470.000 decessi prematuri».

(Ph: Twitter -Giuseppe Lanzi)

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