Pink Floyd: «Caschi bianchi in Siria, organizzazione “fake” e jihadista»

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Qualche giorno fa Roger Waters, ex leader della band inglese “Pink Floyd” assieme a David Gilmour, da sempre impegnato su temi sociali, soprattutto contro la guerra, come dimostra l’intero album The Wall del 1979, che lui continua a portare in tour, ha interrotto per un attimo un suo concerto a Barcellona, in Spagna, durante il tour “Us and Them“, per fare una dichiarazione sulla Siria. Come si sa, Waters non ha una bella opinione del presidente americano Donald Trump. «Un tizio, un bravo ragazzo, mi ha chiesto di salire sul palco stasera per tenere un discorso su Douma, su quello che lui crede sia stato un attacco chimico».


«È la sua opinione – ha proseguito Waters – personalmente non sono per niente d’accordo. Io credo che l’organizzazione che lui pretende di rappresentare e che sostiene, i Caschi bianchi (l’organizzazione umanitaria di difesa civile siriana n.d.r.), siano una finta organizzazione, nata per creare propaganda a vantaggio dei jihadisti e dei terroristi. Se noi andassimo dietro alla proganda dei caschi bianchi e di altri, saremmo spinti ad incoraggiare i nostri governi ad andare a buttare bombe sulla gente in Siria. Questo sarebbe un errore di proporzioni monumentali, in termini di noi come esseri umani. Quello che dovremmo fare è persuadere i nostri governi a non andare a buttare bombe sulla gente, e certamente non fino a quando non abbiamo fatto tutti gli approfondimenti necessari in modo da avere le idee chiare su quello che sta succedendo. Viviamo in un mondo – ha concluso Waters – dove la propaganda sembra più importante della realtà di quello che sta accadendo sul posto». Come sappiamo, tutti gli appelli alla prudenza sono rimasti inascoltati e l’attacco è stato lanciato venerdì notte, ora italiana.

(Ph: Instagram – Edumohu)

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