«Vicenza, serre parco Querini a rischio: basta sprechi»

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Il Parco Querini a Vicenza è uno dei più grandi polmoni verdi della città, con 4 entrate, di cui una vicino all’ospedale San Bortolo. È circondato per 2 lati dal fiume Bacchiglione e dal fiume Astichello. Al suo interno, oltre all’ottocentesco tempietto monoptero ci sono anche le serre, un’attrazione importante, ma anche fragile, che necessita manutenzione e restauro. L’associazione Civiltà del Verde si sta occupando di loro «nel timore sempre più concreto – si legge in un comunicato – che l’abbandono le cancelli in maniera definitiva (negli ultimi anni hanno subito danni immensi) e che progetti impropri per un luogo di questa importanza monumentale, proprio come quello portato avanti dall’Amministrazione comunale, le banalizzino facendole diventare tutt’altro rispetto alla loro natura».

Civiltà del Verde ha presentato un «progetto di recupero museale e didattico di tutte le parti che le compongono aggiungendo anche un piccolo spazio ristoro, un piccolo bar, che il Comune ha voluto che venisse ampliato, ma un compromesso ancora rispettoso. Il progetto è poi stato donato al Comune nel 2012, approvato dalla Soprintendenza e dalla Giunta Comunale nel 2013. Tre anni trascorsi senza che venisse fatto nulla. Così per dare nuovo impulso e smuovere lo stallo Civiltà del Verde -prosegue il comunicato – l’associazione ha partecipato al Bilancio Partecipativo nel 2016 candidando uno stralcio di questo progetto. Più di 600  cittadini l’hanno votato. È risultato il secondo più votato e dunque candidato al proseguimento». L’accusa dell’associazione però è di aver relegato le serre del parco al bando periferie. «Soldi per un progetto che stravolge il precedente – scrive Civiltà del Verde – ma soprattutto stravolge le serre, la loro storia e il loro senso d’esistere: un edificio costruito tutto attorno alla struttura del punto ristoro che usa le serre per giustificare la sua presenza in un parco storico, vincolato, nel quale tutto questo non sarebbe mai potuto essere. Con le iniziative culturali e legali che metteremo in atto vogliamo dire ai tanti cittadini che ci hanno sostenuto che noi con il progetto dell’Amministrazione non abbiamo nulla a che fare – prosegue la nota. Lasciarle deperire è uno spreco. L’aver calpestato il nostro progetto è uno spreco. L’aver preso in giro i cittadini coinvolti nel bando del Bilancio partecipativo è uno spreco. L’aver sottratto soldi alle periferie è un enorme spreco. L’aver affidato un incarico a professionisti indirizzati dall’Amministrazione comunale a progettare qualche cosa di sbagliato, averli pagati per questo è un spreco. Lo spreco deve finire subito. Per le serre noi riteniamo che sia il caso di ritornare sui nostri passi e riprendere il discorso là dove era stato lasciato nel 2013 con un progetto di restauro vero, discusso e condiviso dalla Soprintendenza, approvato e fatto proprio dall’Amministrazione comunale – conclude il comunicato – che oggi troviamo incomprensibilmente stravolto».

(Ph: Facebook – Civiltà del Verde)

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