«Vicenza, aggressione a militari: tolleranza zero a Campo Marzo»

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Il centrodestra vicentino all’attacco dell’amministrazione dopo la notizia dell’aggressione a danno di una pattuglia di militari dell’esercito, accerchiati e minacciati a Campo Marzo da una banda di spacciatori africani, seguita da un accoltellamento nella notte, forse per un regolamento di conti. Il segretario cittadino della Lega, Matteo Celebron, invoca la «tolleranza zero, non quella a parole di Variati, ma quella fatta di fatti concreti. Per questo motivo, con la Lega al governo della città i richiedenti non saranno liberi di circolare, né in città, né tantomeno a Campo Marzo. A problemi seri si deve risponde con misure forti». Per il direttivo di Vicenza ai vicentini, la situazione di Campo Marzo è «solo a punta dell’iceberg» della situazione di insicurezza nel capoluogo. «Questa è la città che lasciano in eredità il Sindaco Variati e l’assessore Rotondi: aggressioni, accoltellamenti e degrado». Anche Gian Luca Deghenghi, portavoce del Movimento Italia Sociale, esprime preoccupazione per la questione sicurezza nell’area del parco cittadino, dove «i vicentini sono totalmente in balia di immigrati violenti e spacciatori».

Il Mis Vicenza torna pertanto a chiedere «di recintare Campo Marzo per facilitarne il controllo, ed invoca dallo Stato la promulgazione di leggi speciali per ristabilire l’ordine, oltre alla delega di prerogative di pubblica sicurezza ad associazioni di cittadini debitamente organizzati». Inoltre, «l’istituzione di ronde legali di cittadini organizzati, preparati e legittimati a mantenere l’ordine risolverebbe in breve tempo situazioni intollerabili come quella di Campo Marzo». Anche Alex Cioni, portavoce del comitato PrimaNoi, è per la linea dura: «queste sono zone che vanno bonificate forzatamente, non è sufficiente presidiarle». Per il comitato l’unica soluzione attuabile è quella delle espulsioni con la reclusione momentanea nei Cie: «l’alternativa – conclude Cioni – sarebbe di arrendersi al caos visto che con il passare dei mesi le sacche di degrado urbano aumenteranno con la progressiva e costante fuoriuscita dai centri di accoglienza dei richiedenti asilo. Prevenire è meglio che curare, aspettare di avere per le strade migliaia di questi soggetti, è un approccio miope e da irresponsabili».

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