«Fotografo nudi nei luoghi più belli del Veneto. Per tornare alla semplicità»

Zaffonato, fotoamatore vicentino: «nella nostra società siamo obbligati ad avere tanti accessori superflui»

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Alessandro Zaffonato è un 34enne di Santorso in provincia di Vicenza. E’ un ingegnere di laboratorio che ha scoperto la sua passione per la fotografia dodici anni fa: «è nato tutto durante gli studi universitari. Tra un esame e l’altro per rilassarmi andavo a camminare in montagna ed è proprio qui che è iniziato tutto. Prima con semplici foto ricordo, poi con il passare del tempo ho iniziato a fare scatti più ricercati. Con il crescere di questa passione ho iniziato a partecipare a delle piccole mostre collettive e dei concorsi ricevendo anche qualche premio».

La definisce passione perchè «non lo faccio per prendere soldi ma per soddisfazione personale e come scusa per visitare paesi e luoghi che altrimenti non vedrei mai». E sono proprio i viaggi che hanno segnato la fine degli scatti fatti per ricordo e l’inizio di un rapporto con la fotografia molto più serio e profondo: «me ne sono reso conto quando ho cominciato a progettare i viaggi con lo scopo di portare a casa determinati scatti». Alessandro è riuscito a documentare dal proprio punto di vista la Cambogia, l’India (che ha visitato due volte) e la Romania. In futuro ha due sogni: visitare l’Etiopia «per le culture abbastanza rurali, vere e genuine, non ancora corrotte dal turismo di massa» e il Giappone «in inverno però. Ho in mente soprattutto l’isola di Hokkaido che nel periodo invernale si ghiaccia completamente e offre un paesaggio unico nel suo genere».

Il percorso di Alessandro come fotoamatore inizia da paesaggi ma anche da scatti di animali. La sua foto più premiata in assoluto è quello di un camoscio fatto in Gran Paradiso. «Sono 5 anni che seguo questi animali, quindi ho imparato a conoscerli e a non spaventarli. Per altri soggetti come il bue muschiato che ho fotografato in Norvegia ci son volute qualche ora di cammino e qualche ora di attesa. Tante volte si fanno anche uscite a vuoto».

Alessandro si sta dedicando da un anno e mezzo ad un progetto molto ambizioso e particolare: gli scatti di nudi in esterno. «L’idea mi è venuta guardandomi attorno, guardando la nostra società, dove siamo obbligati ad avere tanti accessori che sono superflui e di cui possiamo fare tranquillamente a meno. Volevo trasmettere la voglia di ritornare come eravamo, alla semplicità. All’inizio – spiega – fotografavo solo modelle che lo facevano per lavoro, adesso per scelta prediligo ragazze che non hanno mai posato perchè sono più naturali e ottieni un risultato più genuino e non pose da studio. Le ragazze che cerco non hanno i canoni della modella da passerella, alcune sono alte anche 1 metro e 50 per esempio. Anche una ragazza con qualche chilo in più non la scarterei». Ma ci sono due requisiti necessari per poter posare: niente tatuaggi e parti intime non depilate proprio per richiamare quel ritorno alla semplicità che Alessandro tanto cerca nei suoi scatti. La scelta degli ambienti naturali invece viene fatta per «far vedere quanto piccoli siamo noi esseri umani rispetto alla grandezza della natura. Anche le pose sono pensate per trasmettere questa sensazione di fragilità».

Alla domanda sul perchè scelga solo soggetti femminili, risponde ridendo: «diciamocelo, il corpo di una donna è più bello e armonioso rispetto a quello maschile, soprattutto sulle persone comuni. Comunque – precisa – in futuro non escludo di fare foto anche a uomini». E replica anche ai tanti sorrisini che vede quando racconta il suo progetto: «in realtà quando scatto non mi rendo nemmeno conto di avere una ragazza nuda davanti, sono talmente concentrato sul lavoro e sul risultato che voglio ottenere che non mi cambia niente che il soggetto sia vestito o nudo».

Ma perchè una ragazza, soprattutto se non è una modella professionista, si fa immortalare nuda? Alessandro prova a dare la sua versione: «deriva tutto da un’insicurezza di fondo, è un modo per piacersi di più. Per assurdo le ragazze immagine in discoteca difficilmente accettano di posare. E’ molto più facile trovare una ragazza che si mette in gioco per esempio in una birreria». Ed è proprio a queste ragazze poco abituate al settore che lancia un avvertimento: «state attente perchè nel mondo della fotografia, soprattutto al giorno d’oggi, c’è del marcio e non lo nascondo. C’è chi, con la scusa della fotografia, vorrebbe altro. Regole fondamentali per evitare questi soggetti sono chiedere delle referenze e precedenti lavori. E farsi sempre accompagnare da qualcuno. Per esempio, nel mio caso, tante vengono con il fidanzato». E fa un appello (ironico): «se c’è qualcuna di interessata, mi contatti: non mordo!».

Un ultimo consiglio, invece, lo dà a chi vuole avvicinarsi alla fotografia: «andate con calma e leggete tanto, sia libri normali che quelli di fotografia. Io mi sono fermato un anno per studiare la bibliografia di tutti i più grandi autori e poi ho mescolato quello che avevo imparato, le varie influenze e i vari stili per ottenere qualcosa di solo mio. Ci vuole pazienza perchè la fotografia non è solo pratica ma anche tanta teoria».

Clicca qui per vedere i suoi lavori.

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