«Grafica Veneta preferisce sensazionalismo a risultati concreti»

Aldo Marturano, segretario generale della Cgil di Padova, e Marianna Cestaro, segretaria generale Slc Cgil Padova, commentano la vicenda di Grafica Veneta. «E’ stato sufficiente un articolo di giornale per far arrivare, in poche ore, oltre 1000 curriculum all’azienda padovana, che lamentava la mancata risposta dei lavoratori a un’offerta di posti di lavoro. Questa circostanza dimostra che dipingere i disoccupati, e in particolare le nuove generazioni, come persone che non hanno voglia di lavorare è falso oltre che offensivo per chi soffre sulla propria pelle il dramma della precarietà o dell’assenza di lavoro».

«Evidentemente la ricerca di personale non viene fatta nel modo giusto, utilizzando tutti i canali disponibili, oppure si preferisce fare sensazionalismo anziché raggiungere risultati concreti – proseguono i due sindacalisti -. Anche la tesi secondo cui non c’è disoccupazione alle nostre latitudini è poco convincente, perché ci sono aree come quella della Bassa padovana dove il problema è molto acuto, e perché tantissimi giovani sono costretti ad un part time involontario e sarebbero ben felici di lavorare a tempo pieno e indeterminato».

«C’è un’intera generazione – aggiunge Marturano – che nel nostro Paese non riesce ad entrare nel mondo del lavoro e, quando ce la fa, è costretta a subire la negazione di diritti fondamentali. I lavoratori più maturi che vengono espulsi fanno un’enorme fatica a trovare una nuova occupazione, spesso penalizzati da un diffuso pregiudizio sull’età, oppure la trovano a condizioni di gran lunga peggiori rispetto alla situazione precedente. Il lavoro ha perso centralità, è sempre più spesso instabile, mal pagato, umiliato. Intanto crescono a dismisura le diseguaglianze, con la parte più ricca della società che aumenta le proprie fortune e la parte più povera che vede ridursi il potere d’acquisto. Sono argomenti troppo seri per essere affrontati con i luoghi comuni. Vanno invece messe in campo vere e proprie politiche attive del lavoro, innanzitutto potenziando i centri per l’impiego. Solo così sarà possibile far incontrare domanda e offerta di lavoro nella maniera più efficace».

«Grafica Veneta – conclude Cestaro – non eccelle nel tenere rapporti corretti con le parti sociali e non applica i contratti collettivi. Non dovrebbe dimenticare che conta certamente la retribuzione, ma che anche l’orario di lavoro e la gestione dei turni incidono sulla qualità della vita dei dipendenti. Si tratta di un’azienda che ha tutti gli strumenti per trovare lavoratori qualificati e tutte le risorse per rispettare fino in fondo i loro diritti. Anche una maggior concertazione con il Sindacato aiuterebbe ad affrontare i problemi che sono stati evidenziati nelle sue dichiarazioni pubbliche».

Ph: Facebook Grafica Veneta