«Manildo, controfigura di Camolei. Rottura Fi-Lega? Solo tattica»

Scarpa (Italia Nostra): «si doveva fare terzo polo con sinistra e M5S, invece prevale l’atomismo». Ed elenca le differenze fra il suo “alfabeto ambientale” e il centrosinistra

Schietto e sincero come la birra, Romeo Scarpa presiede Italia Nostra a Treviso ma è soprattutto uno che fa politica nel senso originario del termine: si occupa di tutto quel che è cosa pubblica, anche al di fuori dello specifico strettamente ambientalista. Neanche un mese fa ha lanciato una serie di proposte e punti fermi da girare ai candidati sindaco trevigiani e l’ha chiamata “Alfabeto ambientale” (qui il testo completo). Reazioni: il candidato di centrodestra, il leghista Conte, ha detto con realismo che su alcuni punti non è d’accordo mentre su altri sì, quello pentastellato Losappio li fa suoi, idem la civica di sinistra Caldato. Mentre per l’uscente e ricandidato sindaco Giovanni Manildo (Pd), il suo vice Grigoletto e il capogruppo Tonella hanno replicato asserendo che l’associazione ecologista «sfonda una porta aperta». Partiamo da qua.

Dove è questa porta sfondata, esattamente, Scarpa?
Sono tecniche comunicative che in politica si usano per non tornare più sulla notizia una seconda volta.

Cioè si dice che si è d’accordo così da troncare lì il dibattito, quando invece non si è d’accordo?
Sì, ma è questa la politica oggi: mistificazione della realtà. E la realtà dice che invece le distanze ci sono, e profonde.

Per esempio quali?
Quest’anno abbiamo festeggiato i 500 anni delle mura storiche. Cosa ti mettono nel Piano Interventi? Un parcheggio all’ex pattinodromo, andando a incidere sul muro di controscarpa. “Suoni di Marca” è un successo, ma il lunapark al Bastione fa sembrare le mura un fondo di palcoscenico. Le giostre lì non sono un bel vedere, meglio farle nell’area Mercato.

Ma non rischiate di apparire i signornò un po’ lugubri che vietano il divertimento?
Il nostro non è un no di principio. Ma le cose van fatte in maniera cristiana. Con delle condizioni. Invece il Comune dice sì perchè fa aumentare il Pil, ma questo è affare degli imprenditori, non di un ente pubblico. Andiamo avanti?

Andiamo avanti.
Il Bastione del Castello: è da 30-40 anni che è lì, l’ex sede della Camuzzi, con le porcherie che facevano sotto è pieno di idrocarburi, in sostanza è una discarica a 50 metri dal Sile. Economicamente vale zero, perchè chiunque voglia farci qualcosa deve prima procedere alla bonifica. Non possiamo stare con questo buco per altri cinquant’anni, ci vuole un programma del Comune che dica al privato: o mi fai le bonifiche o te lo esproprio, e poi porto un progetto. Serviranno 100 milioni? Li troviamo, Treviso è una città ricca.

Ma il privato legittimamente cerca un profitto.
Io sarei perchè si facessero le cose all’inglese: i privati presentano le loro idee in base ai propri interessi, e il pubblico decide.

Non siamo in Inghilterra.
Lo so, ci vorrebbe una mentalità diversa, calvinista.

E noi siamo un Paese cattolico. Senta, mi dice una terza differenza con l’amministrazione di centrosinistra rispetto alla vostra piattaforma?
L’aeroporto. E’ la pista secondaria rispetto a Venezia, o è l’aeroporto principale di Treviso? Ora è la prima cosa. Diciamolo: così com’è, con quel casino di macchine, il Canova è un cesso. Il Comune guarda solo agli investimenti, o al lavoro, che poi è il lavoro di un senegalese che prima ha fatto sette anni di lavoretti a chiamata. Cosa ha fatto quest’amministrazione? Nulla! Sugli effetti dei voli, pilatescamente hanno sostenuto che ci voleva un tecnico Enac per capirli. Ma te li spiega anche mia mamma, gli effetti dei voli sulla sua testa. Ma è tutto così, un non prendersi la responsabilità. E’ più facile dire “l’ha detto il tecnico”.

A proposito: sul quarto lotto della tangenziale, Manildo ritiene che la decisione sia ineccepibile, date le perizie fatte. Come la vede lei, che invece è critico?
Essendo lui un avvocato dovrebbe sapere che le perizie son sempre di parte. Capirai: uno studio di Milano che fa strade, cosa vuoi che ti dica? Zaia i soldi comunque non li ha, e Manildo chiedendogli sta chiedendo di prenderli dal bilancio regionale, che all’80% è dedicato alla sanità. Se si facesse un raccordo completo con l’A27, allora potremmo discuterne. Ma invece di tratta di 3 km di qualcosa di monco, cioè del niente. Per venire incontro al quartiere di San Giuseppe si potrebbero realizzare bretelline nell’area Zamberlan. Manildo invece preferisce, banalmente, dare la colpa a Zaia. E nascondersi dietro allo studio di TRT. Così si illudono i cittadini.

Però lo ammetta che su una questione lei concorda con Manildo: basta all’eterno De Poli in Cassamarca.
Io lo penso dagli anni ’90. De Poli ha bloccato la città, dilapidando 1 miliardo di euro. Ha fatto un patto con Gobbo, che infatti ritroviamo come suo designato erede. Crede di essere Dio. Siamo in pochi, io, Zaia, Malvestio e pochi altri, ad averlo criticato da sempre. Ora è tardi contestarlo, invitandolo ad andarsene magari senza dire cosa ha fatto. Ormai facciamogli una statua, che sarebbe come dedicare un teatro a Nerone dopo che ha bruciato Roma.

La sua idea di una lista Bergoglio era una provocazione? Non è che sotto sotto vi va bene così, meglio liberi che mal accompagnati? O il rischio dell’irrilevanza è dietro l’angolo?
Vedo una estrema frammentazione. Ero tentato di proporre alla Caldato, ai grillini, al gruppo di Said Chaibi un’alleanza larga, un terzo polo, ma ho visto che vince sempre la volontà di una presenza ognuno per i fatti suoi. Manildo dal canto suo, cacciando Coalizione Civica, si è rivelato miope: il centrodestra rischia di vincere al primo turno.

Beh, se Forza Italia dovesse rompere con la Lega, come pare di capire dopo che a Vicenza è saltato il candidato sindaco comune perchè la Lega appoggia un civico, si direbbe invece che è più probabile il ballottaggio.
Se vanno divisi si va sì al secondo turno, e questo è un bene. Ma è tutta tattica: Forza Italia a Treviso non esiste, è un animale morente, viene tirato fuori dal freezer quando ci sono le elezioni. Al secondo turno torneranno su Conte. Qui i candidati reali sono il leghista Conte e Camolei…

Come Camolei? L’assessore in corsa con la sua civica “Treviso è”?
Lui. Guardi che Manildo è una controfigura. Conte e Camolei rappresentano la stessa Treviso, d’altronde, scusi, Camolei è un ex-Lega. Conte però ha la debolezza di avere dietro di sè i personaggi di vent’anni di disastri.

Torno però alla sua parte, la sinistra: non rischiate di scomparire? Perchè andare ciascun per sè?
Perchè tutti puntano a farsi il proprio consigliere comunale. Se si arriva al secondo turno, sarà dura per Manildo ricucire con Caldato, il M5S o Coalizione Civica, a meno di non fare promesse impossibili. Era meglio una grande alleanza.

Manildo cerca di giocarsela al centro, no?
Cerca di perdere dando la colpa a qualcuno. Ma non mi stupirei di un salto della quaglia da parte di Camolei. Quanto alla sinistra, stanno facendo fatica a trovare come candidato sindaco una donna. Ci vuole una novità, ma reale però. La gente invece è demotivata, si rifugia nel privato, o si impegna nel sociale. Qua servirebbe un lavoro di educazione alla politica di trent’anni.

Manildo intanto si copre a sinistra con una lista, “Futura”. Sono compagni che sbagliano?
Qua siamo nel campo del voto utile. Manildo vuole bloccare le frange estreme, per quanto possano chiamarsi così i ragazzi del Django. Atalmi, Zappia e gli altri non sono elementi di novità, sono una copertura per chi è in dubbio su chi votare. Cosa vuole: è più facile atomizzarsi fino a scoprire il neutrino, è una malattia storica. Direi che più che compagni che sbagliano, sono compagni da bocciare in Storia.

Disagio sociale e sicurezza. Conte propone centri d’ascolto in periferia e accusa Manildo di aver fallito la seconda, con ordinanze anti-alcol e daspo urbano. Sono emergenze da campagna elettorale o problemi veri?
Sono problemi rilevanti per gli anziani che vivono in periferia, e che ogni giorno alla televisione sente parlare di invasione di immigrati ed emergenza sicurezza. Ci sono i furti, è vero, ma guardando alle statistiche i reati in generale sono in calo, non siamo sotto scacco. Sugli immigrati, la colpa è dei Comuni a guida leghista che non accettano l’accoglienza minima del sistema Sprar, e li fanno ammassare all’ex caserma Serena. Ci sono i delinquenti fra gli immigrati? Vanno puniti.

A Canizzano il comitato locale rivendica un’azione di comunità contro la micro-delinquenza, ma denuncia il fatto che le forze di polizia scoraggino le denunce “per quieto vivere” (qui l’approfondimento di Vvox).
Ben vengano i gruppi di cittadini che magari si parlano su WhatsApp, ma vanno aiutati con progetti del Comune per il recupero degli stabili vuoti. Per valorizzare la tanta gente che si impegna nel sociale, ma rifiuta la politica.

Se vincerà Conte, Treviso tornerà al lato oscuro della forza, come ha dichiarato Manildo?
Non c’è nessun lato oscuro della forza, vorrebbe dire insultare metà dei trevigiani. Ci sono persone valide nel centrodestra, come Beppe Mauro e altri, che spero mettano da parte le cariatidi. A Treviso c’è invece il lato “medio” da Signore e signori. Sono i trevigiani che quando vanno a teatro, come mi diceva con una battuta un architetto, guardano solo i palchi, per vedere e farsi vedere.