Terre nere a Montecchio: «speriamo il percolato non finisca negli orti»

È l’allarme di un residente che vive a ridosso del cantiere della Pedemontana sotto sequestro. Il M5S: «la Spv porta jella?»

«Dopo il sequestro sono preoccupato perché abito vicino e so gli effettivi negativi del cromo e di altri metalli sulla salute umana. Lavorando in conceria so che il cromo viene testato sui dipendenti. E che cosa dovrei pensare quando di fatto ce lo troviamo sulle strade che percorriamo tutti i giorni?». Non nasconde alcuna delle sue preoccupazioni Nicola Peripolli. Residente a Montecchio Maggiore, attivista dei comitati locali NoPfas e sostenitore del M5S, l’uomo vive a pochi passi dal sito a ridosso del cantiere della Pedemontana veneta che la settimana scorsa è stato sottoposto a sequestro penale dai carabinieri forestali dopo l’ok dell’autorità giudiziaria di Vicenza: in attesa che gli specialisti spieghino se le sostanze nocive trovate in loco sforino i limiti di legge costituendo un pericolo per la salute pubblica.

Per vero durante il weekend l’assessore all’ambiente Gianfranco Trapula, che fa parte di una giunta di centrodestra capitanata dal sindaco leghista Milena Cecchetto, sui media locali aveva provato a dispensare prudenza spiegando che «se ci sono aspetti o situazioni da chiarire è giusto farlo» auspicandosi d’altro canto però che «il sequestro del materiale da sbancamento effettuato nei giorni scorsi dai carabinieri forestali venga fatto celermente, anche perché l’interesse primario di Montecchio è che i lavori lungo la variante vengano conclusi nel più breve tempo possibile per riportare fuori dalla città quel traffico che la chiusura degli svincoli ha comportato».

Il riferimento alle opere complanari alla Pedemontana è diretto. Ed arriva in un comprensorio, quello vicentino, in cui in pochi kilometri i cantieri della Spv o quelli ad essa collegabili, in questi anni sono stati funestati da eventi avversi. A Malo due anni fa in uno dei cantieri della Spv c’era scappato il morto. Ora l’area è sequestrata e ci sono diversi indagati. Poi era stata la volta di altri tre infortuni: uno a Villaverla, uno tra Breganze e Mason, l’altro sempre a Malo. Appresso a Castelgomberto un crollo senza feriti aveva inghiottito un pezzo della galleria in costruzione e si era mangiato anche una parte del torrente Poscola. In ultimo è giunto il doppio episodio che riguarda la presenza di rifiuti anche pericolosi proprio a Montecchio. Anche in questo caso lo sdegno dell’opinione pubblica si era fatto sentire, basti pensare a due interventi molto sentiti dei comitati di zona, uno del 28 febbraio, e l’altro del 14 marzo. L’allarme riguarda sempre lo stato delle terre di cantiere a ridosso dei cantieri della Spv. Ma c’è un piccolo dettaglio che non va dimenticato: proprio nell’ultima nota del 14 i comitati chiedevano a gran voce il sequestra cautelativo di uno dei vari siti oggetto delle doglianze dei residenti. Che è puntualmente arrivato.

Avant’ièri poi è stata la volta di Report che sia sull’argomento specifico, sia sulle magagne storiche della Pedemontana, ha mandato in onda un lungo approfondimento che ha messo in evidenza al grande pubblico nazionale le rogne ambientali e finanziarie nelle quali la superstrada che collegherà Montecchio nel vicentino a Spresiano nel Trevigiano si è imbattuta e protrebbe ancora imbattersi. Ed è anche in ragione di queste circostanze che Peripolli, il quale tra i primi si è attivato per segnalare alla cittadinanza «quanto stava accadendo lì a ridosso della zona industriale di Montecchio», si dice ancor più preoccupato: «da anni io fruisco degli orti comunali poiché voglio essere certo delle verdure che coltivo e mangio. Ecco in questo senso – rimarca l’attivista – io mi domando se l’acqua che percola attraverso quei depositi di terre nere possa in qualche modo contaminare, per esempio gli orti dei montecchiani, quelli pubblici in primis. Per troppo tempo – conclude il residente – l’amministrazione comunale ha cercato di sviare l’opinione pubblica minimizzando i problemi. A partire dalle rassicurazioni distillate a più riprese durante uan serei di consigli comunali ai quali ho partecipato».

La Cecchetto dal canto suo non si sbottona: «Al momento il sindaco – si legge in una nota inviataci dal suo ufficio stampa – non intende rilasciare dichiarazioni in quanto sta attendendo risposte in merito alla intera vicenda dai vari enti preposti, in assenza delle quali preferisce non sbilanciarsi».

Molto più pugnace è invece la consigliera comunale dei Cinque Stelle Sonia Perenzoni. Che aveva segnalato in più occasioni alle autorità il rischio emerso durante l’ultimo sequestro: «mi pare un po’ poco per chi da tanto tempo era stato avvertito in tutte le salse. Inoltre leggendo le dichiarazioni dell’assessore all’ecologia mi interrogo su tanto timore per un eventuale blocco dei lavori. Per caso Trapula è l’addetto stampa della Sis?». Che poi è il raggruppamento incaricato di realizzare la Pedemontana. «Per caso la Spv porta jella?».