Bitoncismo di sinistra: Coalizione Civica e la Gallani fuggono il “confronto”

Dopo gli interventi critici di Angrilli sulla linea degli “arancioni” e della giunta Giordani-Lorenzoni, il Minculpop sceglie il silenzio

Le fatiche del cronista non fanno notizia, dice un antico adagio. Vero. Non sempre però. Come tutte le regole non scritte – per non parlare di quelle scritte – ha le sue eccezioni. Oggi è la volta di eccepire. A Padova infatti è scoppiato un caso di improvvisa e preoccupante perdita della favella da parte di coloro, casualmente, che questo quotidiano online aveva contattato su alcune questioni che li riguardavano: i ben tre portavoce di Coalizione Civica (CC), la componente più a sinistra del centrosinistra al governo, ovvero Leonardo Villani, Davide Sabbadin e Elena Ostanel, e l’assessore al lavoro, ambiente e parchi Chiara Gallani (in foto). Un mini-attacco di afasìa in contemporanea spazio-temporale. Cosa mai sarà successo?

E’ successo che il professor Alessandro Angrilli, che oltre che animare il Comitato Difesa Territorio e Alberi è anche, vedi un po’, un libero cittadino, ci rilascia un’intervista in cui spiega le sue ragioni critiche verso la linea del raggruppamento che ha sostenuto, Coalizione Civica di cui sopra. Noi chiediamo la replica al bersaglio principale delle sue considerazioni molto dure ma certamente argomentate, il vicesindaco e già candidato sindaco di CC, Arturo Lorenzoni, che preferisce non rispondere. Legittimo. Fin qui, niente di strano. Ma ecco che l’occhiuto ufficio stampa e propaganda di CC invia una richiesta di «rettifica» (che è un’altra cosa, qui trattavasi di semplice replica, ma sorvoliamo) in cui in sostanza, nel momento in cui si ribadisce il sacro principio del «pluralismo» delle opinioni (non ha mai da mancare, quello: non mancava neppure in Urss), ci si sputa sopra ritenendo inaccettabile che il «dissenso venga espresso a mezzo stampa, magari senza prima cercare un confronto interno». Capito? Angrilli si è macchiato della grave colpa di non aver avvisato il politburo, osando esercitare il diritto alla libertà d’espressione tramite la libera stampa. Questo, in Urss, non succedeva.

Ma l’Urss c’entra poco. Sospettiamo invece che c’entri la consolidata tradizione culturale, anzi no, culturale è troppo, diciamo il riflesso pavloviano di certa sinistra che il confronto fra idee diverse lo concepisce solo se gestito e controllato e poi riassorbito all’interno del centralismo, vada sè democratico, cioè leninista (questa Urss torna sempre, accidentaccio). In pratica tu, se sei dei nostri, puoi anche alzare la manina e chiedere la parola per intervenire discutendo questo e quest’altro, ma devi farlo nei ranghi, guardato a vista, e non pensare nemmeno ad assumere una posizione tua all’esterno, poichè tutto deve poi trovare una hegeliana sintesi finale nel Pensiero Unico del Partito, pardon del movimento (arancione). Logico che poi chi sgarra viene redarguito e trattato come un infedele reprobo: è la dinamica stessa di questo modo di ragionare, fra la chiesa e la caserma, che fa saltar fuori una rabbiosa e un po’ patetica intolleranza.

Abbiamo allora chiesto di poter dare voce ai tre portavoce, ma la loro voce si è misteriosamente eclissata. A parte la sfacciata maleducazione, l’ufficio stampa e propaganda, il Minculpop di Coalizione Cinica (con la n, a questo punto) ha pensato bene di nascondersi nella notte e nella nebbia. Lorenzoni, che avrà tanti difetti, uno però non ce l’ha: non si nega mai, non si ritrae, non si nasconde. Al limite, risponde che non vuole rispondere, ma almeno lo fa. Questi signori, invece, se la danno a gambe.

E non sono i soli. L’assessore Gallani, dopo la contro-replica di Angrilli che, sempre per il diritto-dovere di informazione e apertura a tutti i punti di vista, Vvox ha pubblicato, ha pensato bene di non voler dire la sua. E questo benchè l’avessimo fatta avvisare dall’altro ufficio stampa, quello del Comune, dell’intervento di Angrilli che sarebbe uscito di lì a poco. Se fossimo maliziosi, ma non lo siamo, ipotizzeremmo un azzeramento delle comunicazioni deciso dall’alto, ovvero dal sindaco-ombra Massimo Bettin. Ma lui è del Partito Democratico. Ergo un vero democratico, che mai si sottrae allo scambio di vedute, financo allo scontro. Sarà dunque stata una decisione personale della Gallani, forse poco avvezza al dibattito a mezzo stampa.

E già, questa stampa: se non riporta comunicati, se non si limita a stenografare le dichiarazioni, se non regge il microfono e il moccolo a chi si considera l’alfiere delle Giuste Cause e, di conseguenza, ha sempre in bocca le maiuscole del Pluralismo, del Confronto, della Democrazia, della Libertà, del Buono, del Vero e del Bello, se non fa tutto ciò questa stampa non è abbastanza propaganda, e dunque a che serve? A rompere i coglioni. Ora, siccome è noto che in CC e nel centrosinistra padovano i benemeriti rompicoglioni di professione ci sono – chiamiamoli rompicoglionisti – ci rivolgiamo a loro: se non volete che la vostra Parte (con la maiuscola, eh) divenga tollerante e rispettosa della libertà d’espressione suppergiù quanto lo è Bitonci, dite una parolina alle Guardie Rosse del Soviet Supremo. Ditegli che la democrazia è un’altra cosa.

Salute a voi, bitonciani con sovrattassa di moralismo giacobino.

(ph: facebook.com/chiara.gallani)

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