“Zona rossa” anti-nomadi a Vicenza, Stato paga ricorso

L’amministrazione comunale di Vicenza ha di recente interdetto una vasta area della città, la cosiddetta “zona rossa“, alla sosta dei nomadi. Una famiglia di nomadi ha chiesto «l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza del sindaco pubblicata il 31 gennaio». Come scrive Nicola Negrin sul Giornale di Vicenza a pagina 24, Questi nomadi vivono nel proprio camper, ma formalmente sono domiciliati in contra’ Torretti 40, alla Caritas e hanno chiesto allo Stato italiano, come previsto dalla Costituzione, di pagare le spese del processo.

Il loro legale  sostiene la «dubbia legittimità dell’operato del sindaco», in quanto «l’ordinanza impugnata è indirizzata solo a determinati nuclei familiari identificati per la loro supposta provenienza al gruppo sociale “Rom e/o sinti”». «Quando le cose sono gratis, c’è da meravigliarsi che non l’abbiano fatto prima» ha commentato l’assessore alla sicurezza del capoluogo berico Dario Rotondi.