Treviso, Camolei: «non ho fatto nessun errore»

L’assessore al commercio: «la sicurezza in città non è un problema». E sui cinque anni di amministrazione: «Manildo il miglior sindaco che ho conosciuto»

«Abbiamo lasciato una Treviso migliore, probabilmente la migliore eredità è uno spirito e una consapevolezza di una città che guarda avanti. Non più una città antica e chiusa che guarda solo al passato senza sapersi rinnovare». Traccia un bilancio entusiasta dei cinque anni passati a Ca’ Sugana come assessore al commercio, Paolo Camolei (in foto), uomo forte della maggioranza di centrosinistra che guida Treviso col sindaco Giovanni Manildo (Pd). Classe ’57, imprenditore nel ramo della distribuzione all’ingrosso di prodotti per la pittura edile, Camolei è da sempre uomo di centro. Legato a filo doppio con l’establishment cittadino, così lo dipingono i suoi detrattori, lui preferisce definirsi persona attenta ad una amministrazione che tenga conto dei temi dello sviluppo e della crescita. Concetti ripetuti più volte pure ieri l’altro durante il vernissage con il quale lo stesso Camolei ha presentato la sua lista civica “Treviso è”.

Camolei, il provvedimento che forse ha suscitato più polemiche contro l’amministrazione, specie fra i commercianti, è stata la pedonalizzazione del centro. Quali sono stati gli errori che non rifarebbe?
Nessuno, forse un rammarico, quello di aver invitato ai tavoli di concertazione persone che con i loro preconcetti hanno reso estremamente più difficile un lavoro – già di per sé complesso – ma che oggi più di ieri ritengo indispensabile per lo sviluppo della città.

Che ne pensa della lamentela per cui le denunce sarebbero in calo perché le forze dell’ordine di fatto scoraggiano le segnalazioni all’autorità giudiziaria per i reati legati alla criminalità comune? È vero che l’attuale dirigente della polizia municipale, come denuncia il consigliere Maristella Caldato, non ha i titoli previsti?
I numeri della sicurezza parlano da soli l’8% di reati in meno grazie al patto per la sicurezza, 15 nuove telecamere e 12 gruppi di controllo di vicinato attivati. Ritengo che il resto siano solo sterili polemiche politiche da campagna elettorale. Credo che tutti siano consapevoli del fatto che Treviso è una città sicura e che il lavoro svolto dai vigili e dalle forze dell’ordine stia dando risultati eccellenti.

Il M5S sul piano della gestione urbanistica vi accusa senza mezzi termini di avere proseguito sulla falsa riga di quanto iniziato dal centrodestra. Una polemica che per certi versi fa il paio con quella sollevata in commissione territorio da Maristella Caldato per il caso Zoppas-Contini: il fatto che quest’ultimo, il quale è membro della commissione Cei, sia anche stato l’estensore del progetto di ristrutturazione della sua casa è da considerarsi come un fatto normale o per questioni quanto meno di opportunità sarebbe stato meglio che di quel progetto si fosse occupato qualcun altro?
Conosco Contini da sempre e lavoro con lui da 25 anni, ho piena fiducia in lui ma devo ancora una volta precisare che non era coinvolto in questo caso così come in altri che, a sproposito, sono stati citati per mera strumentalizzazione.

Per lei il quarto lotto della tangenziale è un’opera, testuale, «fondamentale». Il sindaco del Pd Giovanni Manildo sostiene che non si può fare diversamente, date le perizie e controperizie. Secondo lei allora chi si batte contro, come Italia Nostra che lo ha ribadito nel suo “Alfabeto” di proposte ai candidati sindaci, perché lo fa?
I nostri studi, realizzati da tecnici esperti, dimostrano che se completassimo il quarto lotto della tangenziale riusciremo a togliere nelle ore di punta 2000 auto nei due sensi che attraversano la città di Treviso. Questo è il dato da cui tutti dovrebbero partire per ogni considerazione, diversamente si tratta di pourparler cui non intendo dare credito.

A proposito di inclusività: lei non ha fatto mistero di non essere per nulla scontento del fatto che la coalizione di cui fa parte non include Coalizione civica, cioè la sinistra trevigiana. Sperate così di contendere voti al centro a Conte, specie dopo lo spostamento a destra per il ritorno di Gentilini nel centrodestra?
Speriamo semplicemente che le ideologie escano dalla funzionalità del sistema amministrativo. Noi vogliamo mettere le persone, la loro esperienza e le loro qualità al centro. Non intendo un centro “politico” ma un centro simbolico quindi l’obbiettivo delle nostre politiche. Ritengo che l’amministrazione debba rimanere distaccata da ogni aspetto ideologico e da ogni pregiudizio politico. Questo è il presupposto da cui nasce la coalizione odierna, nella quale credo e che condivido con gli altri 31 candidati che con me scenderanno in campo alle prossime elezioni nella lista civica Treviso è a sostegno della candidatura di Manildo.

In questi anni più di una volta le è stato rivolto l’addebito di essere il verso sindaco di Treviso nonché l’uomo dell’establishment. In tempi di rivolta popolare contro le élites, lei come risponde a questa critica?
Reputo Manildo il miglior sindaco che io abbia mai conosciuto.

Lei ha sostenuto che occorrono «mini-centri commerciali» in centro, anziché i grandi centri commerciali in periferia. È un modo più fashion per dire che bisogna far tornare i negozi in centro? E se sì, come?
Non c’è nulla di fashion, bisogna capire che il commercio e il centro storico legato al commercio sono assolutamente cambiati e che per questo il commercio stesso deve evolversi. Non possiamo opporci alle forze del cambiamento che sono troppo forti rispetto al vecchio retaggio del sistema commerciale. Nella mia lunga esperienza professionale, ben 61 anni, ho visto il commercio trasformarsi e ho potuto vivere in prima persona gli effetti positivi della pedonalizzazione in diversi centri storici quali Mestre, Vicenza, Padova e Verona e in diverse occasioni ho avuto modo di confrontarmi con le associazioni di categoria di altre città che mi hanno confermato la bontà della strada che anche Treviso ha intrapreso. Ho recentemente espresso il concetto di centro commerciale naturale come strumento per dare nuovo slancio alle attività economiche, il centro commerciale naturale descrive il modello di sviluppo che auspico per Treviso.