Aria tossica a Vicenza, i candidati battano un colpo

Traffico e circolazione non sono problemi minori. E i cambiamenti dal basso non bastano più

Forse sono io ad essermi distratto, ma non ricordo che l’argomento traffico, inquinamento e circolazione siano stati trattati dai candidati sindaco di Vicenza in modo adeguato alla loro importanza. Vorrei dedicare loro un approfondimento. Partirei da una questione che riguarda tutto il Nord Italia con punte di eccesso nella pianura padana. L’inquinamento dell’aria è a livelli spaventosi. Se date un’occhiata a cosa si vede su questa zona dal satellite, rimarrete esterrefatti ed impauriti. Ma cosa diavolo stiamo respirando? La risposta è stata data su tanti giornali. Risparmio i tecnicismi: un sacco di porcherie che minano la nostra salute.

Dicono gli scienziati che anche un comportamento corretto di una intera città non cambierebbe molto la situazione. Il problema va risolto in un’area vasta. E’ singolare che la gente si lamenti praticamente di tutto con sindaci e altre autorità pubbliche, ma non spenda verbo per pretendere che a livello multiregionale si prendano decisioni sui veleni di cui sopra. Questa rassegnazione, che é anche un po’ indifferenza, lascia stupiti. Tornando ai nostri candidati sindaco, fossi un loro elettore, chiederei prioritariamente che si attivassero per mettere all’oggetto di tutti i responsabili, non dico l’eliminazione del problema, ma almeno la sua presa di petto con urgenza assoluta.

Vicenza ha un traffico disordinato. In parte per scarsa conoscenza delle regole e mancanza di sanzioni quando le si violano, e, in parte non poca, per la natura anarchico-individualista di noi cittadini per i quali “l’altro” conta poco o nulla. I candidati pensano, e in tal caso sbagliano, che vi siano problemi “alti” e “minori” e quindi chi si occupa di cultura, di urbanistica di sociale e, così via, pensa alto. Io credo che le azioni quotidiane, anche sulla strada, meritino grande attenzione e cura e se si riesce a renderle ordinate vi sarà un beneficio per tutti.

Gli impasse da superare sono molti: la dimensione dei bus in certe strade del centro, la necessità di una loro trazione elettrica, quelli doppi per i Comuni contermini che sono quasi sempre vuoti, la frequenza dei passaggi, un ritocco delle tariffe per certe categorie di utenti, e la creazione di piccoli mezzi elettrici che portino gli anziani a destinazione una volta arrivati in centro. Un bel piano per la circolazione urbana, infine, preparato da gente che ne capisce, aiuterebbe a vivere meglio le nostre giornate. Un occhio di riguardo meriterebbe anche la circolazione delle vetture private, dei ciclisti e dei pedoni. Le macchine, grande e incomprensibile amore di buona parte dei cittadini, sono un problema ponderoso. Velocità eccessiva, segnali di direzione quasi inesistenti, telefono sempre incollato all’orecchio e protervia ovunque, in special modo verso chi attraversa sulle strisce pedonali.

Disinvoltura e spontaneismo eccessivo anche negli amici ciclisti. Mano giusta, contromano, velocità eccessiva, fanali e campanelli mancanti e, quando ci sono, non utilizzati, sovente con cellulare all’orecchio e tanto altro che sarebbe utile insegnare loro e pretenderlo pure. Ai pedoni c’è poco da raccomandare, se non che devono avere un legittimo timore per auto e ciclisti. Solo tenendo conto di quello che potrebbe accadere con loro negligenze o distrazioni potrebbe salvarli da arrotamenti più o meno gravi. Come corollario necessario alle osservazioni di cui sopra, quanto suggerito non potrà mai realizzarsi senza un’azione preventiva e sanzionatoria di chi avrebbe l’obbligo di vigilare sui nostri movimenti. Facciano sapere, i nostri candidati alla carica di boss dell’amministrazione, cosa intendono fare,su questo argomento, una volta arrivati sullo scranno di sindaco.