H-Campus, Donadon non è il figlio di un dio maggiore

Davanti alla Valutazione Ambientale della Regione Veneto il patron del Campus fa come Buffon con l’arbitro. Alla faccia di tutti gli altri imprenditori

Con il sostegno di tutti i maggiori quotidiani nazionali e locali, Riccardo Donadon, patron di H-Farm, ha lanciato una petizione a favore del suo medesimo progetto di Campus della formazione da realizzare a Roncade. Secondo «l‘innovatore per eccellenza» (Corriere della Sera) la sua fantastica idea sarebbe «bloccata dalla burocrazia», cioè dalla Regione Veneto, che pretende una Valutazione di Impatto Ambientale (una stima completa delle conseguenze, non solo ambientali, delle costruzioni a progetto), prevista dalla legge in questi casi e, come hanno affermato gli esperti, necessaria per la natura delle aree dove il Campus sarà costruito.

Spazientito da queste richieste Donadon, dopo aver promosso addirittura una raccolta popolare di firme, come se fosse Amnesty International, minaccia di andare a Milano dove sarebbe «accolto a braccia aperte». Se fosse stato Gianluigi Buffon avrebbe detto che la Regione Veneto è «insensibile». Allo stesso modo infatti considera la richiesta della Regione come un’esplicita forma di ostacolo al conseguimento più che legittimo della sua Champions. Il mondo va così, quando si hanno padri nobili (Cattolica, Unicredit, Rizzoli, Diesel), non si ama che l’arbitro fischi contro.

Tutti gli altri imprenditori del Veneto ogni giorno, in silenzio, fanno i conti con una burocrazia spesso ancor più cieca e immotivata, ma rispettano le regole, che dovrebbero servire a tutelare l’interesse generale. Senza appelli né il ricorso a buoni amici. Altri, no. A noi resta un dubbio: se sia più urgente per il nostro Paese curare la burocrazia, o l’arroganza degli iscritti al club dei “soliti noti”.