Veneto Banca, ultimo giorno per insinuazione passivo: email intasata

La casella di posta elettronica certificata di Veneto Banca si è intasata proprio alla scadenza dei termini per presentare la cosiddetta insinuazione al passivo. Come scrive Fabio Poloni su La Tribuna a pagina 15, a causa dell’ingorgo di richieste pervenute, il sistema rimanda le mail al mittente creando non poche preoccupazioni agli ex soci e ai legali che li rappresentano. Il problema tecnico è emerso venerdì ed è stato risolto solamente nella mattinata di lunedì, ultimo giorno utile per inviare la documentazione. «Il problema si stava facendo serio, molti erano nel panico. Io stesso avevo riversato tutte le richieste dei miei clienti in una chiavetta usb ed ero pronto a portarla fisicamente ai liquidatori», racconta l’avvocato veneziano Alessandro Filippi.

L’insinuazione al passivo è cruciale per gli azionisti in quanto rappresenta l’unico procedimento che, se portato a termine con successo, consentirà loro di recuperare qualche soldo perso con il crac dell’istituto. C’è tuttavia la possibilità che il termine del 23 aprile fissato dai liquidatori non sia del tutto perentorio: la data potrebbe confliggere con il Testo unico bancario, secondo il quale la scadenza si fissa a 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei decreti ministeriali dedicati (il 185 e il 186 del 25 giugno 2017, ndr), però non ancora finiti in Gazzetta.