Identità veneta, Bartelle (M5S): «corsi obbligatori per consiglieri»

La bocciatura da parte della corte costituzionale della legge proposta dalla Regione Veneto sullo status di minoranza linguistica per la lingua veneta dovrebbe spingere i consiglieri che l’hanno proposta a tornare sui banchi di scuola. È questo, sostanzialmente, il pensiero della consigliera regionale Patrizia Bartelle del Movimento 5 Stelle. «Dovremo attendere il deposito della sentenza per conoscere a fondo le motivazioni che hanno spinto la consulta a bocciare la legge regionale sull’identità veneta. Per quanto possiamo capire leggendo gli articoli di stampa – ha affermato Bertelle in una nota – si tratta di una bocciatura totale, che presenta gravi insufficienze in molte materie: diritto costituzionale, storia italiana moderna e contemporanea, sociologia, lingua e letteratura italiana».

«Non appena disponibile il testo completo della sentenza – prosegue la consigliera – proporrò un progetto di legge per rendere obbligatorio ai consiglieri regionali che votarono la legge sull’identità veneta un corso  intensivo di formazione sulla storia e sulla lingua Italiana, sulla costituzione della repubblica e sulla sociologia dei popoli. Gli eventuali oneri saranno reperiti a bilancio nello stanziamento già previsto per incentivare l’identità veneta. Nessun aggravio di spesa per i rappresentanti del Popolo Veneto – conclude Bertelle – ma solo un semplice aggravio di cultura».