«Forza Italia da sola a Vicenza? Al ballottaggio i suoi elettori su Rucco»

Celebron, segretario berico della Lega: «faremo una campagna elettorale molto politica. BpVi, Fiera e calcio: la città ha bisogno di una nuova identità»

Matteo Tosetto commissario provinciale di Forza Italia candidato sindaco in solitaria a Vicenza? Auguri e buona caccia agli elettori. Questo sembra essere il messaggio del segretario cittadino della Lega, Matteo Celebron. Il suo partito, dopo aver mesi addietro speso tatticamente il nome di Roberto Ciambetti (presidente del Consiglio della Regione Veneto), e aver appoggiato molto obtorto collo la candidatura tramontata di Fabio Mantovani, ora appoggia convintamente Francesco Rucco, che è in pista da mesi con una pattuglia di sigle civiche di centrodestra. Celebron ha festeggiato, perchè in cuor suo ha sempre tifato Rucco. Ma ora c’è da capire se Tosetto, in corsa semi-ufficialmente (stasera giovedì 26 aprile il nodo verrà sciolto dal direttivo regionale forzista), verrà confermato. Il centrodestra andrebbe alla sfida delle comunali del 10 giugno con due candidati sindaco, di cui uno sostenuto dal partito azzurro (e nemmeno tutto) e l’altro, da tutti gli altri.

Insomma Celebron, com’è andata questa telenovela verticistica?
Erano stati fatti ragionamenti legati alle candidature delle politiche prima del 29 gennaio. Forza Italia e Lega avevano proposto la figura di Mantovani, che però non ha avuto grande riscontro. Io ho detto a Mantovani di aspettare il 4 marzo (data delle elezioni politiche, ndr), ma nel frattempo Rucco aveva radunato un’area… sostanziale, e c’era l’obbligo di unire il campo di centrodestra il più possibile, altrimenti si rischiava di mandare al ballottaggio il M5S. Non si è però riusciti a fare un tavolo unico, sia per ragioni legate al passato sia perchè a Vicenza c’è questa smania di candidare qualcuno come si faceva vent’anni fa. Così il direttivo cittadino della Lega ha detto al segretario regionale Da Re: o corriamo da soli, o convergiamo su un candidato condiviso, che ha fatto opposizione assieme a noi in questi anni.

Scusi, ma la candidatura Ciambetti cos’era, di bandiera?
Sì, visto che la vulgata era che la Lega non riusciva a esprimere una candidatura di livello. Ma c’è stato un prima e un dopo Cristo, per così dire: il Gesù Bambino è stato Salvini. Alle politiche a Vicenza la Lega ha raccolto il 26%, con punte del 34 o 37% alle Maddalene e Riviera Berica. Un risultato storico.

Andiamo avanti con la ricostruzione.
Quando Forza Italia sembrava convergere sulla Donazzan (l’assessore regionale forzista che si era detta disponibile, benchè candidato fosse già Mantovani, ndr) non c’è stato nessun veto da parte nostra. Non li abbiamo messi neanche su Mantovani. Ma il problema è che lui non ha suscitato i consensi aspettati.

E che voi leghisti comunque non avevate da proporre un vostro candidato, e perciò non restava che Rucco.
Rucco come il meno peggio? No.

Allora diciamo per realismo.
Sì, esatto. La base ci chiedeva: ma perchè non andiamo con Rucco?

Però il tutto è molto verticistico, da gioco da tavolo chiusi in una stanza, non trova?
Chi dice che è per forza peggio sedersi insieme e prendere una decisione fra gentiluomini, mi scusi?

Le primarie fanno partecipare i cittadini. Non è sempre preferibile, anche solo per mobilitarli in vista della campagna elettorale?
In alcuni casi può essere utile, ma per come è formato il centrodestra oggi in città è inutile. E poi l’elettore di centrodestra non è abituato. Gli interessa che si vada uniti, e che si affrontino i temi che gli interessano.

Quali sono?
Quelli di respiro nazionale, anzitutto. Come la gestione dell’immigrazione.

Mi permetta, ma a Vicenza, obiettivamente, non c’è alcuna emergenza immigrazione.
Ma comunque il cittadino vive di riflesso quel che succede nel Paese.

Insomma farete una campagna molto politica, almeno come Lega.
Sì, anche perchè coi magri bilanci dei Comuni, non è che possiamo promettere mari e monti.

Ma sempre elezioni amministrative sono. Parliamo solo di questioni nazionali?
No, potremmo parlare del destino di Aim, che nel centrosinistra qualcuno vorrebbe dare a Hera, che è un principato bolognese del Pd. Vogliamo invece ragionare su una multiutility veneta, a partire da una fusione con Verona? O la bretella che dovrebbe collegare il Dal Molin alla statale Pasubio: il primo stralcio è andato, ok, ma il secondo? Dove sono finiti i No Dal Molin?

Torniamo al centrodestra. Se Tosetto dovesse essere il candidato definitivo di Fi, ci si rivedrà al ballottaggio e amen?
Stiamo facendo di tutto per far tornare Forza Italia nella coalizione. Ma se dovesse andare così, non so se sarà una scelta che rappresenta gli elettori di Forza Italia. Raffigurare Francesco (Rucco, ndr) come un estremista, andiamo… Gli elettori sono più responsabili di chi dice di rappresentarli.

E Tosetto che in un’intervista dichiara che al secondo turno valuteranno chi appoggiare, sottintendendo che potrebbero anche virare sul centrosinistra di Dalla Rosa?
Se non ci fosse un apparentamento gli elettori verranno con noi. Poco ma sicuro. Qui non ci si rende conto che Vicenza ha perso la sua identità. Ha perso la banca, ha perso la Fiera, e non è da sottovalutare la situazione del Vicenza Calcio: se decade, sarebbe una tragedia. Qual è il ruolo di Vicenza nel futuro? Nessuno lo sa.

Provi a suggerire qualcosa lei.
Bisogna investire sull’interazione fra il pubblico e il privato, quello buono.

Mamma mia, che vuole dire?
Ci sono molte aziende farmaceutiche in città, pensiamo ad un polo per il farmaceutico. O a un centro d’èlite per la meccatronica. E sul turismo, non possiamo pensare di competere con Verona o Venezia, non sono quelli i competitors. Quanto alla Tav, un riammodernamento delle infrastrutture ci vuole, ma non si può fare costruendoci attorno i centri commerciali. Il rischio che vedo è di diventare un sotto-capoluogo. C’è un tessuto economico forte, lavoriamo con quello.

Sperare non costa nulla, raramente si sono visti privati davvero coinvolti, se non vedono un profitto immediato. E con tutto il rispetto, un polo di farmaceutica o meccatronica non hanno l’aria di un nuovo “destino” per Vicenza. Nemmeno lei sa cosa rispondersi, dica la verità.
Ma è importante sapersi fare le domande giuste. Dainese ha fatto un buon lavoro al Cisa Palladio, ma il Comune non ha investito sul rapporto con lui. Va bene Van Gogh, ma proprio non riusciamo a valorizzare quel che già abbiamo? E bene i dati sul turismo, ma non si vive solo di quello: Vicenza in questi anni è stata una città chiusa coi Comuni circostanti, basta chiedere ai sindaci. Ed è paradossale, nel momento in cui Variati è anche il presidente della Provincia.