Le Iene, caso a Gardaland: «sei disabile? Qui non ti diverti»

Una vicenda poco piacevole (poi risolto con tanto di scuse) è successa domenica 22 aprile al parco divertimenti Gardaland. Lo racconta Anna, mamma di Mietta, una bambina disabile, a Le Iene: «ci siamo recati in questo parco divertimenti e dopo aver pagato il biglietto il ragazzo della biglietteria ci ha detto che ci avrebbe rimborsato il costo dei biglietti perchè tanto Mietta non avrebbe potuto entrare vista la sua disabilità e per lei non ci sarebbe stato nulla da fare».

«Io ho insisto – continua Anna – perchè per noi Mia è una bambina normale e merita di divertirsi come tutti i bambini. Fai di tutto perchè possa vivere una vita normale e una persona, che non ha la sensibilità adatta, ti tratta come un cane. Alla fine, infatti, siamo entrati e Mia si è divertita, è stata una splendida giornata. Una volta tornata a casa ho scritto una mail di lamentela al parco – spiega Anna -. Oggi ci hanno chiamati, si sono scusati e ci hanno offerto di poter entrare a Gardaland gratuitamente. Gli ho risposto che potrebbero prevedere, insieme ai giochi per i bambini normodotati, anche delle giostre per bambini come mia figlia. Questo sarebbe il più bel regalo che ci potrebbero fare. Ci sono un sacco di giochi per i bambini sani e per i nostri bambini disabili non c’è nulla». Gardaland ha promesso di lavorare in questo senso.

La versione di Gardaland, secondo quanto fatto sapere da Danilo Santi della Direzione Generale Parchi Gardaland, è questa: «a seguito della segnalazione della sig.ra Anna, mamma della piccola Mia, la direzione del Parco, dopo aver effettuato le opportune verifiche, precisa che la bambina, insieme alla sua famiglia, ha avuto ieri accesso a Gardaland. Come da prassi, prima dell’ingresso, dopo aver attentamente valutato la situazione e la sua particolarità (la bambina si presentava su un letto a rotelle) sono state illustrate ai genitori le modalità di accesso alle attrazioni. In seguito alla successiva segnalazione via e-mail della signora Anna, abbiamo provveduto oggi a contattarla telefonicamente per approfondire quanto accaduto. La direzione di Gardaland – da sempre attenta al tema dell’accessibilità – ritiene fondamentale che il Parco si presenti ai suoi Ospiti come struttura del divertimento “aperta”, organizzata e sicura».

Data la rarità della malattia che ha colpito Mietta, le pochissime cure esistenti sono molto costose. Se qualcuno vuole aiutare Mia e la sua famiglia, può visitare il sito della loro associazione “Il sorriso di Mietta onlus”.

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