BpVi e Vb, Viola: «basta banche, farò l’advisor»

«Con le banche per ora ho chiuso (…) preferisco mettermi in proprio e fare l’advisor (…) mi piace l’idea di essere imprenditore di me stesso». Così intervistato da Alessandro Graziani sul Sole 34 Ore, l’ex commissario liquidatore di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, Fabrizio Viola, annuncia un passo indietro dal mondo degli istituti finanziari. «Le banche venete? Ho accettato quella sfida perchè all’inizio il fondo (Atlante, ndr) era fortemente convinto che vi fossero i presupposti per un rilancio con capitali privati delle due banche, attraverso la creazione di un’unica banca fortemente radicata nel nord est – aggiunge Viola – dopo circa un mese di lavoro al piano di fusione, emerse che il reale fabbisogno di capitale non era di 2,5 ma di almeno 4,7 miliardi, che diventavano 5,7 considerato il miliardo già versato da Atlante. E’ chiaro che se lo avessi saputo prima, non avrei mai accettato l’incarico».

«Da quando, all’inizio del 2017, si capì che il salvataggio privato era diventato impossibile – conclude l’ex commissario – , nelle due banche scattò una fuga di depositi difficile da gestire. Serviva rapidità di intervento. Invece dopo oltre tre mesi di interlocuzione giornaliera con la Dg competition della Ue, e anche con la Vigilanza Bce, non avevamo segnali di via libera (…) E poi è finita come è finita (con la liquidazione, ndr)».