Governo Pd-M5S, dem veneti divisi

Giovedì 3 maggio a Roma si terrà la direzione nazionale del Partito Democratico, convocata dal segretario reggente Maurizio Martina, per decidere se accettare o meno il contratto di governo proposto dal leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio. Come scrive Albino Salmaso sul Mattino di Padova, i dem veneti hanno pareri abbastanza contrastanti. In direzione sono 7, che cosa voteranno? «Non so dire cosa accadrà a Roma – ha spiegato Alessandro Bisato, segretario regionale del Pd – sto effettuando una consultazione con i parlamentari e i gruppi dirigenti, in primis i sindaci, per esprimere un parere condiviso, non a titolo personale nel mio intervento. La fase è molto delicata. Le difficoltà sono notevoli e non mi sto certo muovendo per caldeggiare un accordo con il M5S. Sono realista. E parto dall’appello al senso di responsabilità lanciato dal presidente Mattarella per verificare se esistano le condizioni per avviare un confronto con i grillini. Di Maio la deve smettere con gli insulti e le pretese egemoniche – aggiunge Bisato – noi non siamo la stampella di nessun partito. Se le riforme avviate dai governi Pd – conclude – diventano la struttura portante del patto ne possiamo parlare, altrimenti meglio andare subito alle urne».

Giovanni Tonella, presidente regionale del Partito Democratico, è favorevole: «è bene verificare i punti di convergenza e valutare prima il bene del Paese e solo secondariamente il bene di partito. La direzione nazionale deve accettare la verifica di una possibile intesa con il M5S e promuovere una consultazione con una serie di obiettivi programmatici: tra i fondamentali il potenziamento del reddito d’inclusione, lo jus soli, un rinnovato impegno nelle politiche industriali, il rilancio dell’integrazione europea al di là del nazionalismo di ritorno e della politica di austerità, dice Tonella. Alessandra Moretti è invece decisamente contraria«Pd e M5S sono antitetici, questa storia del contratto alla tedesca non sta in piedi. Gli italiani hanno premiato due partiti: Lega e M5S. Tocca a loro formare il governo, a noi spetta il ruolo di opposizione».

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