«Verona, giunta Sboarina: bene urbanistica, male temi etici»

Giorgio Massignan dell’osservatorio territoriale a tutela del patrimonio architettonico, paesaggistico, storico e ambientale “VeronaPolis“, traccia in un comunicato il bilancio del primo anno e mezzo di governo della città da parte della giunta presiduta da Federico Sboarina. «Urbanisticamente ha cercato fin da subito, con l’assessore Ilaria Segala, di “rammendare”, dove possibile, gli strappi tosiani – scrive Massignan -. È stato bloccato il project financing per la ristrutturazione dell’Arsenale, è stato definitivamente bocciato l’assurdo progetto del traforo della collina, è stato fermato il progetto di edificazione al Nassar in riva all’Adige, è stata revisionata la variante urbanistica n.22 e rivista la n. 23. È necessario fare ancora molto, ma rispetto al passato il clima è decisamente cambiato.

«Ma – prosegue Massignan – se per quanto riguarda il settore della pianificazione urbanistica, le scelte della nuova giunta sono apprezzabili, non altrettanto si può sostenere per quanto riguarda i temi etici e la libertà di espressione. Si è iniziato con la volontà di togliere dalle biblioteche pubbliche tutti i libri che trattavano la questione gender, si è proseguito con la decisione del Comune di cancellare l’evento “Biblioteca vivente” nell’ambito del Tocatì. È stato invece ospitato il “Bus della Libertà“, sulla cui fiancata campeggiava a caratteri cubitali la scritta “Non confondete l’identità sessuale dei bambini” e “Stop gender nelle scuole”. Come era stato corretto permettere a questa organizzazione di manifestare i propri principi, lo sarebbe stato anche consentire a coloro che non li condividevano di esprimere i propri. Inoltre – conclude Massignan – è in atto un’offensiva, portata avanti soprattutto da alcuni esponenti della Lega, contro il Risorgimento quale mito fondatore dello stato-nazione, inteso come mito negativo. Risulta quindi interessante notare come una parte della Lega si trovi molto vicina ad un particolare revisionismo cattolico sanfedista e borbonico».

 

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