Vignette Salvini a testa in giù, Donazzan: «punire autori»

L’assessore regionale del Veneto Elena Donazzan interviene in un comunicato sulle vignette comparse a Pavia, raffiguranti il leader leghista Matteo Salvini impiccato a testa in giù assieme ad altri leader come ad esempio Trump, accusati di “fascismo“. «Continua l’ondata di ignoranza storico-politica e di violenza ingiustificata promossa dai teppistelli dei centri sociali, galvanizzati oltre misura da una festività del 25 aprile che non riescono proprio ad intendere come momento di unità per la nostra Nazione – ha detto la Donazzan-. È molto più gratificante, per loro, organizzare scandalose sceneggiate come accaduto a Macerata, dove già l’aria era “pesante” e conseguentemente si rischia di alimentare odio e violenza. Oppure è molto meglio dedicarsi ad attività di becera “streetart” a Pavia, additando casualmente noti politici di fascismo pur di balzare agli onori della cronaca.

«Massima solidarietà a Matteo Salvini – prosegue l’assessore – che la teppaglia vorrebbe “impiccato a testa in giù“, con l’auspicio però che i tempi siano sufficientemente maturi per veder applicate in pieno le leggi anche contro chi, professandosi antifascista, invoca il fascismo ogni qual volta necessiti di una giustificazione ai suoi atti di violenza e codardia. La società è stanca dei moralizzatori seriali – conclude Donazzan – di chi giustifica tutto da una parte e condanna tutto dall’altra: la pacificazione nazionale si potrà raggiungere solo quando saremo sufficientemente maturi da ammettere che atti di questo genere sono gravi indipendentemente da chi li compie».

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