Migranti, sbarchi in calo ma aumenta spesa accoglienza

Giovedì il governo ha approvato il Def (documento di programmazione economica finanziaria). Tra le varie voci, quella che sta facendo discutere più di tutte sono le «Spese per la clausola degli eventi eccezionali». Negli ultimi due anni si è registrato un calo degli sbarchi di migranti sulle nostre coste, come si legge nello stesso documento: «nella seconda metà del 2017 si osserva una ridotti del 67,7 per cento nel secondo semestre». Anche nel 2018 il calo è continuato: nel primo trimestre dell’anno il calo rispetto allo stesso periodo del 2017 è stato di oltre il 70%.

Nonostante questi numeri però, la spesa pubblica aumenta. E’ lo stesso ministero dell’Economia ad ammetterlo: «la diminuzione degli sbarchi non si riflette, infatti, in una proporzionale riduzione della permanenza di persone con necessità di accoglienza, anche per i limitati esiti dei piani UE di ricollocamento. Le presenze nelle strutture hanno visto un andamento crescente, dalle 176 mila unità attestate a fine 2016 alle oltre 183 mila a fine 2017, con picchi fino a oltre 193 mila a settembre 2017. In base ai dati consuntivati, la spesa per le operazioni di soccorso, assistenza sanitaria, accoglienza e istruzione è stimata, al netto dei contributi dell’Ue, pari a 4,3 miliardi nel 2017 (0,25 per cento del PIL) un valore leggermente superiore allo scenario di base annunciato nel Documento di Economia e Finanza lo scorso aprile». E sarà peggio il prossimo anno: «la previsione di spesa da sostenere nel 2018 è compresa tra 4,6 e 5 miliardi che, anche al netto dei contributi dell’Ue, determina un incremento tra lo 0,02 e lo 0,04 per cento del Pil rispetto alla spesa del 2017.

L’esponente di Forza Italia Renato Brunetta ha rilevato che dall’Ue arriverà solo una piccola parte di quei soldi: «la gran parte della spesa, pari a circa 3 miliardi è destinata alle attività di accoglienza e prima assistenza, dovute al permanere degli immigrati presso i centri di raccolta. I contributi provenienti dall’Unione Europea per fronteggiare l’emergenza ammontano soltanto a 77 milioni nel 2017 e sono previsti a 80 milioni nel 2018. Una cifra ridicola, se rapportata ai quasi 5 miliardi di euro che rimane a carico del bilancio italiano».

Fonte: Il Giornale

 

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