BpVi e Vb, Celotto: «politica blocchi fondo per risarcire azionisti»

Pubblichiamo una nota di Francesco Celotto, Consigliere Associazione Soci Banche Popolari. 

Il regolamento attuativo del cd “Fondo per i risparmiatori vittime di reati finanziari” approvato nel dicembre scorso dal governo Gentiloni rischia di essere una amara beffa per i soci delle ex popolari venete oggi in liquidazione. Prevede che possano accedere a tale fondo ed essere risarciti i risparmiatori, quindi anche gli azionisti, che dimostrino il miselling cioè l’aver acquistato un titolo obbligazionario o azionario con la frode. Dimostrare il miselling, cioè essere stati oggetto di una vendita fraudolenta, è cosa quasi impossibile e di fatto rende
inefficace il fondo a fronte delle richieste dei soci di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Una beffa atroce, soprattutto per le persone anziane che abbiano acquistato tali titoli con la sottoscrizione di questionari mifid taroccati, che rendevano il profilo del risparmiatore adatto all’acquisto di titoli rappresentativi di capitale di rischio
quali le azioni delle banche popolari.

La politica dovrebbe bloccare la approvazione del regolamento attuativo del fondo e prevedere un automatismo per il rimborso a quei soggetti il cui profilo mifid non sia in linea con un investimento azionario. In questo modo si sgraverebbe dell’onere della prova quasi impossibile,la vendita fraudolenta delle azioni, il risparmiatore. Lo stesso regolamento attuativo dovrebbe poi demandare la risoluzione delle controversie e le gestione delle relative domande di rimborso non all’anac (autorità anti corruzione) che non ha la struttura e il know how per gestirle rapidamente ed efficacemente (basti pensare al numero bassissimo di pronunce in merito alle domande presentate in questi mesi dagli obbligazionisti e dai soci delle 4 banche risolte), ma all’arbitro per le controversie finanziarie che si occupa di controversie tra risparmiatori ed istituti bancari ed ha emesso alcune sentenze a favore dei soci di Veneto Banca e BPVicenza.

La politica dovrebbe prendere atto che il fondo così come è stato pensato non risolve un bel nulla e rischia di essere solo uno specchietto per le allodole. Meglio fermare tutto, prevedere un tavolo serio di confronto con tutte le associazioni dei soci ed al contempo aumentare anche la dotazione del fondo a partire dal 2019 quando si
spera verrà insediato un nuovo governo nel pieno delle funzioni.

Francesco Celotto
Consigliere Associazione Soci Banche Popolari