“Cantuccio della Moda”, quando la passione diventa mestiere

40 anni di storia a Vicenza con un claim eterno: «lo stile è la differenza tra farsi notare ed essere notato»

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«La moda passa, ma lo stile resta». A dirlo fu Madame Coco, la donna che rivoluzionò la moda e lo stile negli anni ’50. Idolo di tante donne e ispirazione per chi, come Marisa Bettin di Vicenza, aveva un sogno nel cassetto fin dagli anni ’60 del secolo scorso, quando aveva solo 15 anni. La sua è la ricerca dello stile, del prestigio, dell’appeal che oltrepassa il business. Tutto ciò non si trova nella moda “usa e getta”.

A quell’età si fa assumere come commessa alla Casa della Calza, nota ai vicentini doc. La conoscenza fiorisce, per la precisione, il 20 maggio del 1978 quando rileva una piccola merceria in viale del Verme a Vicenza, che diventerà col tempo il Cantuccio della Moda. Quest’anno festeggia 40 anni di attività, alternando nei decenni momenti di grandissimo successo a periodi di sconforto.

«Quando mio figlio Cristian compì tre anni presi questo negozio che al tempo era una piccola merceria – racconta – non avendo soldi la arredai con lo stretto necessario, acquistando però tante bellissime scatole. Alle clienti che mi chiedevano articoli che non avevo, dicevo di averli venduti, ma promettevo di procurarli per il giorno dopo, invece le scatole erano tutte vuote. Ho usato una strategia che ha funzionato. Ho vissuto dieci anni tra bottoni, elastici, slip e lane iniziando ad introdurre col tempo piccole collezioni, una controtendenza per l’epoca che era in uso fornirsi sul pronto direttamente dai grossisti. Ricordo ancora i miei ex colleghi che mi davano della pazza, io sapevo di essere vicina al mio obiettivo. Volevo un negozio di stile e nel 1988 la merceria diventò il Cantuccio della Moda».

Dopo soli tre giorni, purtroppo, subisce un furto: «mi buttò a terra moralmente, ma ripartii da zero un’altra volta. Le sfide non erano finite perché mi ammalai seriamente e superai l’ennesimo ostacolo che la vita mi metteva di fronte. In 40 anni di attività ho visto il trascorrere delle mode che ho associato al cambiamento del tessuto sociale, lo squilibrio degli eccessi quando l’incapacità di arrestare il flusso della velocità dell’acquisto ci ha fatto guadagnare tanto e l’impatto con la crisi che ha ridimensionato l’acquisto compulsivo. Ho cercato l’individualità e non la conformazione in ogni scelta che ho fatto nella mia vita e devo ammettere che l’anima di un negozio è la persona non certo il vestito venduto. Io vivo l’emozione della mia cliente, sto male con lei se il giorno del suo evento piove e l’abito non è più all’uopo, offro valori che si conformano con lo stile, non con la vendita. Il Cantuccio della Moda non è frugalità o consumo automatico, qui si traccia un sentiero di relazione, di persone che condividono esperienze e ognuna diventa l’icona di se stessa».

Nella moda le icone sono idoli che seguiamo sui social o sulle pagine patinate con la speranza di emulare uno status che non ci appartiene: la fuga da questo è la libertà di poter scegliere, seguendo la nostra strada. «Ci vuole serietà, imparando dalle esperienze e credendo che alberghi nel mestiere ancora quel senso di amore che veste una donna e non la copre. Il mio sogno sarebbe di trovare una persona che rilevi la mia attività, ma che si avvali della mia esperienza come consulente del negozio, è come affidare un pezzo del mio cuore sentendolo ancora battere dentro di me. Questa è un’ottima occasione che mi viene data per ringraziare tutte le mie clienti, in particolar modo Carola, che mi è sempre stata vicina».

Chi considera la moda troppo frivola deve ricredersi. L’abbigliamento come linguaggio non verbale è colmo di significato che include le arti e la filosofia: in fondo l’abito è il carattere che acquistiamo per presentarci al mondo che non può prescindere dal valore intrinseco della persona. Questo è per Marisa Bettin una regola generale, intendendo con essa quel processo selettivo dell’antimoda, cioè il rifiuto dell’omologazione e della conformità. Eclettici e moderni sono gli abiti che sceglie per la qualità dei tessuti e l’attenzione al dettaglio. Lo si può vedere nella pagina Facebook “Cantuccio della Moda” dove dà qualche suggerimento per non sbagliare look. Come dice il suo claim: «lo stile è la differenza tra farsi notare ed essere notato».