Verona, gatto eredita 1,5 milioni di euro

Due settimane fa è venuta a mancare una donna a Verona, classe 1930. Non si è mai sposata e non aveva figli. Come scrive Il Giornale di Vicenza, nel testamento aveva indicato come suo unico erede il gatto Pilù. «Ci aveva incaricato – spiegano i legali – di predisporre un testamento in favore dell’amico a quattro zampe: alla morte il suo patrimonio avrebbe dovuto essere “utilizzato” in funzione del gatto». Si parla di una cifra attorno al milione e mezzo di euro.

«Ora – hanno spiegato i legali – è per suo uso, per le spese veterinarie, per il mantenimento e per ogni altra necessità certificata. La legge italiana però non consente di lasciare l‘eredità agli animali, che sono considerati alla stregua di oggetti e infatti il micio Pilù formalmente non è ereditiere, ma legato e gli avvocati sono esecutori testamentari che si occuperanno di non fargli mancare nulla, ma dato che 1,5 milioni di euro per un gatto sono un po’ troppi, è probabile che con il tempo la somma verrà assorbita dallo Stato o dalla Chiesa, come spesso capita quando chi muore non lascia testamento e non indica eredi.

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