Hellas e Chievo a rischio: Veneto sparisce dalla serie A?

Continua la decadenza del calcio regionale: non c’è un top team, fallimenti e retrocessioni all’ordine del giorno

Hellas penultimo, Chievo terzultimo. La classifica della Serie A, quando mancano tre giornate al termine del campionato, prospetta la duplice clamorosa retrocessione delle uniche due squadre venete della categoria. Una vera sciagura per il calcio veronese, che da anni è il portacolori regionale in A: il Chievo è arrivato al decimo campionato consecutivo, il Verona ha giocato quattro delle ultime cinque stagioni nella massima serie.

L’Hellas non è ancora matematicamente in B ma ha un calendario proibitivo: a San Siro con il Milan, in casa con l’Udinese e gran finale a Torino con i campioni d’Italia della Juventus. È davvero molto improbabile che riesca a ottenere i punti necessari a recuperare sulla Spal, che ne ha sette in più.

A questa possibilità non crede nemmeno il presidente Maurizio Setti che si è assunto pubblicamente la responsabilità della retrocessione dopo appena un anno dal ritorno in Serie A. Un epilogo davvero sorprendente per una squadra che aveva dominato la Cadetteria, trascinata da uno splendido pubblico. Ma che l’Hellas non sarebbe riuscito a replicare l’annata precedente si era capito già da un bel pezzo.

Sulla carta sembra invece più favorevole la situazione del Chievo, che è sì al terzultimo posto ma, a differenza dei concittadini, è ancora agganciato al blocco di quattro squadre (Udinese, Crotone, Cagliari e Spal) che lo precedono e nello spazio di appena tre punti e che quindi potrebbero essere risucchiate in zona rossa.

Il calendario dà una mano ai clivensi, che potranno giocare al Bentegodi due delle tre partite che mancano: la prima con il Crotone, diretto concorrente per la salvezza, e l’ultima con il Benevento, già retrocesso. In mezzo ci sarà la trasferta a Bologna, contro un avversario ormai tranquillo.

Il presidente Luca Campedelli ha tentato di giocare la carta della disperazione dopo la pesante sconfitta (4-1) di sabato 28 aprile sul campo della Roma. Ha esonerato l’allenatore Rolando Maran, subentrato a Eugenio Corini alla 8a giornata del campionato 2014-2015, ed ha promosso dalla panchina della squadra Primavera Lorenzo D’Anna, una bandiera del Chievo: capitano dei gialloblu per quattro campionati e secondo giocatore per numero di presenze (355).

D’Anna avrà un compito difficilissimo: far tornare alla vittoria una squadra che ha collezionato solo 3 punti nelle ultime 6 partite, che non vede la vittoria da più di un mese, che ha segnato appena 4 gol in 6 match. Il problema è che gran parte della rosa è ben oltre i trent’anni e gli inserimenti di giovani, ultimamente tentati da Maran, non hanno cambiato nulla.

Quella 2017-2018 rischia di essere una stagione nera per il calcio veneto. Non solo sul versante veronese. Tiene banco infatti il fallimento e la possibile retrocessione fra i Dilettanti di un’altra squadra storica come il Vicenza. Almeno le due portacolori in Serie B, Venezia e Cittadella, si sono già qualificate ai play off. A 180’ dal termine del campionato i lagunari (neopromossi) sono al 5° posto, i padovani al 7°. Finendo così, entrambe giocherebbero il turno preliminare. Gli ultimi due impegni di campionato però non sono impossibili per tutte e due, visto che le avversarie saranno squadre già salve e senza ulteriori velleità. C’è quindi la fondata possibilità anche di un posizionamento finale migliore.

Un altro contentino per il calcio regionale è il ritorno del Padova in Serie B. Nel peggiore dei casi nella prossima stagione ci potrebbero essere quattro o cinque squadre venete fra i Cadetti.

L’aspetto negativo è che il Veneto non riesce ad avere un top team. L’ultimo e unico scudetto del territorio è quello vinto dall’Hellas nel campionato 1984-1985. Nel 1978 il Lanerossi Vicenza si era classificato al secondo posto in Serie A. Un palmarès decisamente modesto per una regione di grandi tradizioni sportive e calcistiche e che ha dato giocatori ed allenatori importanti al calcio italiano. Ma che non è mai riuscita a esprimere uno squadrone. Nessuna società veneta è mai riuscita a strutturarsi per diventare una grande, per inserirsi fra Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli.

Le venete al massimo sono riuscite a primeggiare per brevi cicli, come il Padova, il Vicenza, il Verona. Altrimenti il massimo risultato alla portata è stato la promozione o la permanenza in Serie A. C’è stata qualche occasionale e fugace comparsa nelle Coppe continentali ma anche frequenti retrocessioni in C. Per non parlare dei fallimenti, da cui sono passati ormai quasi tutti i club pro veneti e che hanno comportato complicate rifondazioni e lunghe risalite.