«Treviso migliorata con Manildo, ma su turismo ci vorrebbe un’app»

L’imprenditore “startupper” Carturan: «non intercettiamo il flusso su Venezia»

Qualche tempo fa è stato avvicinato dall’entourage del sindaco di Treviso, il democratico Giovanni Manildo. Gli è stato chiesto di raccontare la sua esperienza imprenditoriale durante l’Officina, la kermesse in stile Leopolda voluta dallo stesso Manildo per ascoltare la base del suo elettorato potenziale: professionisti, operatori del sociale, imprenditori, attivisti e semplici cittadini. E a quell’appuntamento dei primi d’aprile Andrea Carturan, uno dei fondatori della start up Foodracers.com, è andato volentieri.

«Durante questi ultimi cinque anni Treviso è diventata una città più effervescente. Si è aperta al mondo con una serie di eventi di ampio respiro e spero che possa continuare su questo solco anche per i prossimi cinque anni». Nel suo endorsement alla attuale amministrazione Carturan ci tiene a puntualizzare alcune cose: «Non sono mai stato un esperto di politica né mi sono mai occupato di amministrazione pubblica ma ho apprezzato gli sforzi di questa giunta. Ecco io credo – prosegue – che quando si punta ad un cambiamento, piccolo o grande che sia serve un po’ di coraggio per spiccare il volo».

Nel distillare il suo pensiero Carturan non disdegna un parallelismo con la sua esperienza professionale ed umana. Poco dopo la soglia dei trent’anni anni, infatti, «anche per rimanere vicino a mia moglie che avevo sposato da poco ho deciso di lasciare una grande impresa del settore dell’arredamento per la quale mi occupavo del ramo commerciale». Attività a tempo pieno, due settimane se non tre passate all’estero, e «il resto del tempo lo passavi al telefono o al pc per farti pagare il pregresso. In certi istanti – ironizza l’imprenditore – mi pareva di essere in una agenzia di recupero crediti, con l’ansia costante di rincorrere i soldi».

Così ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Prima ha fondato una società dedicata alle consegne; poi visto che quelle che andavano per la maggiore erano ristoranti e simili, nel 2015 è nata l’idea di Foodracers.com, ovvero quella dei corrieri che ti portano a casa uno o più piatti pronti. La srl, tre soci, 17 dipendenti, base a Treviso, è operativa in ventiquattro centri medio-piccoli del Settentrione con una unica eccezione nel centro, ovvero Lucca. In questo modo dalla provincia è stata lanciata la sfida ai colossi stranieri che un un termine gergale vengono definiti del food-delivery. «Tutti sappiamo – aggiunge Carturan (in foto) – che questo settore recentemente ha dovuto fronteggiare tensioni di non poco conto». Se n’è parlato a lungo sui media, basti pensare del caso Foodora e delle critiche ricevute dalla multinazionale tedesca che pure è uscita vincitrice nel processo di primo grado davanti al giudice del lavoro. «Noi abbiamo deciso un altro tipo di approccio. Con i collaboratori esterni che si occupano delle consegne abbiamo instaurato un rapporto umano degno di questo nome. Non obblighiamo in modo surrettizio nessuno. Se è disponibile a fare una consegna bene altrimenti il viaggio lo prende in carico qualcun altro. I corrieri arrivano a incassare anche 70 euro al giorno e siamo riusciti a creare un ambiente ispirato alla cordialità».

Carturan getta uno sguardo anche sul mondo dell’imprenditoria: «alcuni operatori, e mi riferisco a quelle realtà del settore dell’arredamento o del calzaturiero che nella Marca, sono diventate grandi attorno agli anni ‘70 alle volte hanno un approccio un po’ ingessato. Per questo con la crisi hanno sofferto. Serve maggiore rapidità nei processi decisionali perché altrimenti si rischia di rimanere indietro». Poi c’è la questione dei pagamenti «che non arrivano mai». Il che non succede solo con la pubblica amministrazione: «in Italia c’è questo andazzo per cui le imprese, il che vale spessissimo anche tra i privati, saldano i propri fornitori con tempi biblici. Si tratta di una pratica inconcepibile all’estero che si parli di Germania, di Canada, di Arabia o di ditte espressione di economie meno forti come quella greca, all’estero si paga a breve. Questa mentalità, presente anche nel Veneto deve cambiare». E sarà un caso ma la srl, almeno al momento, non è iscritta ad alcuna delle associazioni datoriali come Confidustria, Api, Confartigianato o Confcommercio anche se in futuro non è escluso, precisa il titolare, che Foodracers.com possa decidere per una qualche affiliazione.

Tornando alla situazione di Treviso e alla sfida elettorale, Carturan vede un centrodestra propenso a coltivare un’idea «di una Treviso linda, pulita e sicura, ma un po’ sonnolenta». Il centrosinistra invece «punta su una idea città più dinamica, che come è stata concepita in questi ultimi cinque anni mi piace naturalmente come città in cui vivere. Va da sé che indipendentemente dagli esiti elettorali la città ha un su tessuto sociale e civile e cammina sulle sue gambe». Una osservazione critica e di stimolo all’eredità di Manildo, però, sembra affiorare sul tema del turismo, il cui incremento è un vanto della giunta uscente: «In questi ultimi anni mi pare ci sia stato un  aumento dei flussi turistici. Ma è poca cosa rispetto alle bellezze e alle attrattive del comprensorio soprattutto se il tutto viene messo in relazione con il flusso gigantesco che sbarca al nostro aeroporto e poi tira dritto a Venezia. Da un po’ di tempo mi sto arrovellando su una applicazione per smartphone la quale possa essere la base per una infrastruttura immateriale utile a convogliare una parte di questo flusso verso la nostra Treviso. Che lo merita».