River Festival a Padova a rischio: «tradito da Coalizione Civica»

Ancora una volta la kermesse culturale a Porta Portello è in forse per intoppi burocratici col Comune. L’amarezza del direttore Della Chiesa

«Ringraziamo l’amministrazione per il contributo al River Film Festival ma constatiamo anche che il Comune di Padova, non consentendoci più allestire il nostro chiosco, ci impedisce  di fatto di avere le risorse per organizzarlo. Che dopo tantissimi anni di onorato servizio quest’anno non si terrà più. Oltre tutto per problemi burocratici potrebbe saltare anche l’edizione cinematografica». Mastica amaro Emilio Della Chiesa, il direttore artistico del festival musicale del Portello, la kermesse che da anni a ridosso del Piovego ha unito cinematografia e musica dal vivo. «Ora, se quello spazio verrà assegnato con una gara pubblica, pur non condividendo l’approccio visto che la nostra iniziativa non ha mai avuto scopo di lucro, la decisione avrà comunque un senso. Ma se accadesse che la concessione fosse assegnata ad personam, ad uno dei bar della zona, come sembra di capire dalla stampa locale, allora ci troveremo di fronte ad un fatto gravissimo».

IL PRECEDENTE
Della Chiesa (in foto) che lo scorso anno fu al centro di un duro contenzioso con l’allora commissario prefettizio proprio per l’assegnazione delle sponde del Piovego, (qui l’approfondimento di Vvox) ha appreso con rammarico dei recenti bivacchi alcolici che durante le notti passate hanno infastidito molto i residenti. «L’idea che noi per anni abbiamo portato avanti è stata quella di togliere al degrado una parte della città con gli spettacoli e la cultura. Con un po’ di aiuti da parte degli enti pubblici e un po’ di risorse raggranellate dai chioschi abbiamo organizzato eventi di spessore che hanno ridato vita a questa parte di Padova – rimarca il direttore – quando poi la gente ha ricominciato a trovare attraenti questi luoghi è intervenuta la lobby della movida che seminando una idea dello sballo pronta cassa ha rimesso in circolo le tossine del degrado. Ora che questo epilogo lo si debba ad una amministrazione in cui c’è una componente, quella di Coalizione Civica, che io ho sostenuto ardentemente in campagna elettorale, mi fa star male, visto che il festival a cui sono tanto legato in pratica potrebbe saltare anche per opera dalla giunta che io ho sostenuto attivamente».

«I CITTADINI NON DIMENTICANO»
Della Chiesa lancia un monito al sindaco di centrosinistra Sergio Giordani: «i padovani non sono sciocchi. Ricordano le giravolte. Le promesse elettorali fatte cavalcando con slogan accattivanti il disagio ambientale, economico e sociale, una volta tradite generano automaticamente repulsione e rivalsa». Della Chiesa per poter sapere se avrebbe potuto o meno usufruire di uno spazio comunale tale da allestire un punto di ristoro, ha dovuto addirittura diffidare l’amministrazione che da quanto si legge nelle carte è andata oltre i trenta giorni concessi di prassi (il che potrebbe avere pure uno strascico penale). «Se a parole a palazzo Moroni si dicono favorevoli al Film Festival – aggiunge – va anche detto che sino ad ora quegli stessi gli uffici non hanno provveduto ad inviare alla Regione, ovvero all’autorità di porto, i pareri necessari affinché la stessa Regione ci rilasci il nulla osta a piazzare sul canale la zattera galleggiante su cui va installato lo schermo per la proiezione». Motivo per cui Della Chiesa ha nuovamente allertato i suoi consulenti legali con l’obiettivo di diffidare per l’ennesima volta Palazzo Moroni. La domanda per un permesso per l’occupazione del suolo pubblico a partire dal primo maggio era stata inviata in municipio ancora il 26 gennaio. «Una prima risposta, carente peraltro mi è giunta solo in questi giorni; con il permesso, che lo ricordo è ancora incompleto e quindi pure inefficace, il quale decorre dal giorno 8 maggio e non dal primo di questo mese mese. Che è già passato».

RIMPALLO TRA ASSESSORATI
Ma cosa pensa al riguardo la giunta comunale? Interpellato da Vvox per avere il parere del Comune, l’assessore al commercio Antonio Bressa (Pd) fa sapere che «della pratica si sta occupando il referato alla cultura». Così è stato il turno dell’assessore alla cultura Andrea Colasio (lista civica), il quale sentito al riguardo spiega che in questo momento non può intervenire sull’argomento perché «impegnato all’estero».