Borgo Berga, Cappelleri: «Variati non poteva fermarlo»

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Secondo il procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri, il sindaco Achille Variati (in foto) non poteva fermare nel 2009 il progetto Piruea ex Cotorossi, meglio noto col nome di Borgo Berga. Le motivazioni, scrive Diego Neri sul Giornale di Vicenza a pagina 13, sono state illustrate nella richiesta di archiviazione per prescrizione a carico di 15 dei 20 indagati per lottizzazione abusiva, un’ipotesi di reato per cui la stessa Cassazione aveva respinto il sequestro dell’area. Secondo Cappelleri le responsabilità sono in carico all’ex dirigente dell’urbanistica (e direttore generale del Comune) Antonio Bortoli, che rimane indagato.

Come si legge nelle motivazioni depositate dal procuratore, «non è provato che il livello politico avesse consapevolezza – nell’estrema complessità tecnica della materia – delle illegalità attuate dagli amministratori precedenti, di fronte all’inerzia di specifiche segnalazioni del funzionario». Ergo, le irregolarità risalirebbero al 2003 e Bortoli non avrebbe informato Variati. «È notorio – prosegue Cappelùlleri – che la convenzione di lottizzazione fra Comune e privato fosse sgradita, all’epoca, agli amministratori poi subentrati. Né sussistono strumenti giuridico-amministrativi coi quali il Comune avrebbe potuto denunciare la convenzione a posteriori per atto della nuova giunta, liberandosi dell’ingente peso economico-urbanistico già predeterminato».

Nella richiesta di archiviazione si ricordano inoltre «varie informative» della Forestale, che aveva denunciato «molti funzionari del Comune di Vicenza per aver rilasciato i singoli permessi di costruire complementari alla lottizzazione oggetto di indagine». Secondo Cappelleri non hanno commesso reati perchè «non erano stati autori, né possono dirsi consapevoli dell’illecito ipotizzato a monte, non essendo del resto l’approvazione della lottizzazione sindacabile da parte loro per posizione funzionale». Infine sono citate le denunce di abuso edilizio della Forestale, che ha «recepito alcuni ulteriori esposti di associazioni private in ordine alla decadenza dei singoli permessi di costruire relativi ai plessi inclusi nella lottizzazione e alla prosecuzione delle opere». Tuttavia questi «si sono rivelati insussistenti alla luce della consulenza tecnica effettuata per il pm dall’architetto Verderi».

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