Colline Prosecco, Unesco: «non sono uniche al mondo»

Prima doccia fredda per la candidatura a patrimonio dell’umanità delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. Come ha sottolineato ieri una nota della Regione Veneto, ieri l’Unesco ha pubblicato il primo esito della valutazione sul dossier presentato da Palazzo Balbi. «L’esito non è positivo non certo per motivi ambientali, ma perché l’organo tecnico di valutazione ritiene che il territorio veneto non sia unico nel suo genere», comunica Amerigo Restucci, del comitato promotore della candidatura. Secondo l’organo internazionale, a compromettere il riconoscimento sarebbe l’avanzare smodato delle vigne che avrebbe cambiato la fisionomia originaria del territorio e la sua storia non rendendo il metodo produttivo ricollegabile ai vecchi metodi tradizionali del 18esimo secolo.

«La valutazione espressa, pur concludendosi per il momento con un giudizio negativo, evidenzia i tanti pregi del territorio candidato», tenta di indorare la pillola Restucci ricordando che la decisione presa ieri da Icomos, braccio dell’Unesco, costituisce una prima raccomandazione tecnica lungi dall’essere definitiva. «La valutazione conclusiva – ricorda Restucci – è affidata al comitato del patrimonio che è un organo politico eletto dagli Stati membri della Convenzione del 1972 e che può accogliere, modificare o integrare la raccomandazione tecnica».

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