Treviso, sondaggio segreto: Conte (centrodestra) vince già al primo turno

Secondo una rilevazione mai pubblicata il distacco con Manildo sarebbe alto. Ma al favorito non conviene farla circolare

Secondo il sondaggio di Scenari Politici uscito sabato 5 maggio, a Treviso è testa a testa fra il sindaco uscente Giovanni Manildo (centrosinistra) e lo sfidante di centrodestra, il leghista Mario Conte: 41,5% il primo, 42% il secondo. A fare da terzo e quarto incomodi, Domenico Losappio del Movimento 5 Stelle (8,8%) e la civica di sinistra Maristella (7,7%). Realizzata a fine aprile, la raccolta delle indicazioni di voti non ha tenuto conto, con particolare riguardo al campo di centrosinistra, della candidatura a sindaco di Said Chaibi, per la lista di Coalizione Civica che raccoglie quella sinistra dura e pura che ha rotto con Manildo.

Ma al di là di questo, come in ogni campagna elettorale che si rispetti i partiti commissionano sondaggi “privati” che restano nei cassetti, e che vengono resi pubblici se – e solo se – tornano utili alla loro possibile funzione di persuasione e influenza sull’elettorato. Uno di questi, in mano al centrodestra da qualche settimana e rimasto materia di sussurri e conciliaboli segreti, dà invece una fotografia molto diversa rispetto all’immagine data da Scenari Politici. E cioè che fra Conte e Manildo ci sarebbe uno stacco addirittura di quindici punti percentuali, e soprattutto che il primo potrebbe conquistare la poltrona di sindaco già al primo turno.

I dati della rilevazione rimasta off the recors attribuisce infatti al candidato di centrodestra un trionfale 51%, mentre inchioda l’avversario di centrosinistra ad un ben più misero 36%. Per Manildo, la remuntada sarebbe possibile solo a patto che le due spine al suo fianco sinistro, Caldato e Chaibi, convergessero poi su di lui al ballottaggio. Il che, politicamente, significherebbe per il sindaco riposizionare la propria strategia su idee e temi cari ai due. Un’impresa non impossibile ma neanche facile: si tratterebbe di recuperare il rapporto, anche personalmente minato, con la consigliere comunale che il Pd ha voluto mettere alla porta, e con il rappresentante di quel mondo “rosso” con cui la rottura si è consumata di fresco, e in modo plateale.

Il lettore potrebbe chiedersi: ma come mai il centrodestra non sfoggia questo sondaggione che sprizza gioia e ottimismo? Semplice: perchè teme che il proprio elettorato si appaghi alla prospettiva di avere la vittoria già in pugno, e complice una votazione che avverrà in due domeniche di giugno, magari soleggiate, e col mare o la montagna che invogliano alla gita, pensi bene di paccare l’urna: “tanto, vinciamo”. E invece, come si sa, non si può mai sapere…