Velisti dispersi, il post straziante della figlia Kimberley

Ancora nessuna notizia di Antonio Voinea e Aldo Revello, i due velisti dispersi nell’Oceano Atlantico durante un viaggio dai Caraibi alla costa ligure. Gli ultimi contatti radio risalgono al 2 maggio. La figlia di Revello, Kimberley, non perde le speranze e pubblica in continuazione appelli su Facebook per poter ritrovare il padre. E’ stata lanciata anche una raccolta fondi per poter continuare le ricerche.

Qualche giorno fa Kimberley ha pubblicato uno post straziante rivolto proprio al suo papà. «Perché ci metti tanto a tornare? Io ti aspetto come tu hai aspettato me, come ci siamo aspettati per 15 anni per passare più di 24 ore insieme e come ci siamo aspettati per 17 anni. Probabilmente non sono mai stata abbastanza grande per dirti tante cose che mi passavano per la testa o probabilmente ti assomiglio un po’ troppo e mi tengo le cose per me quando non sto bene. Ci assomigliamo così tanto eppure non ci siamo mai conosciuti veramente e la cosa che mi fa più male è non riuscire a vedere tutte le somiglianze che dicono che abbiamo in comune. Volevo chiederti se un giorno avevi voglia di venirmi a prendere a scuola, ti va? Voglio fare una figuraccia incredibile vedendo che il mio papà cerca di fare il figo mentre viene a prendermi. Voglio imbarazzarmi. Voglio diventare rossa. Poi però voglio andare in barca e partire per la Sardegna, andare in giro e vedere che i delfini si avvicinano a salutarci. Voglio andare al ristorante per litigare per il fatto che non mi so decidere e finisco sempre per chiederti consiglio come per tutto. Voglio tornare sulla barca con te, rientrare nel mio piccolo spazio di vita, di libertà che non avrei mai pensato di avere con te, con il mio papà. E quando tornerai proverò ad imparare a nuotare insieme a te, m’immergerò per qualche secondo per poi uscire dall’acqua tossendo perché mi hai fatto ridere sott’acqua. Voglio rimettermi le pinne gialle che mi hai regalato, quelle belle pinne di cui vado fiera perché ci so andare in giro bene. Se te lo stai chiedendo: si, mi sto vantando del mio talento da papera. Abbiamo perso tanto tempo e voglio recuperarlo, o almeno passare altrettanto tempo (se non di più) insieme. Voglio riuscire a fare queste cose con te. Voglio che vieni ai miei concerti e che vieni a prendermi quando alle 3 di mattina ti chiamerò per farmi venire a prendere dopo aver passato la notte a gironzolare. Credo in te e credo nel mare. È un istinto, è qualcosa che si sente…un legame. Un legame tra due amici, tra padre e figlia. Ti aspetto. Ti amo papà».

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