«Acciaierie Venete, non torneremo in fabbrica finchè non sarà sicura»

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Questo pomeriggio si è svolta l’assemblea dei lavoratori delle Acciaierie Venete. Vi hanno preso parte 300 lavoratori. Lo sconcerto per quanto accaduto e la preoccupazione per la salute dei loro colleghi sono fortissimi. «Non è stato facile – dichiara Loris Scarpa, segretario generale della Fiom Cgil di Padova – tenere a bada l’emozione, ma i lavoratori si sono dimostrati molto decisi nell’assumere iniziative sindacali importanti. Non sono disponibili a rientrare al lavoro finché non si sentiranno sicuri e dunque si rendono disponibili a discutere di un piano di investimenti per la piena applicazione delle norme di sicurezza. Si sono inoltre dichiarati contrari al ricorso ad ammortizzatori sociali i cui costi ricadrebbero sulla collettività. Sia l’acciaieria di Riviera Francia sia l’acciaieria di Via Pellico, nel contesto dello sciopero regionale unitario dei metalmeccanici, si fermeranno per l’intera giornata di venerdì e i lavoratori parteciperanno al presidio davanti ai cancelli dell’azienda dove è avvenuto il terribile incidente. Sarà organizzato un sit in davanti all’ospedale di Padova per stare vicino a Marian e ai suoi familiari. Nei prossimi giorni troveremo il modo per fare lo stesso anche a Cesena e a Verona, dove sono ricoverati Sergio e Davide».

«La Cgil e la Fiom – aggiungono Aldo Marturano, segretario generale della Camera del Lavoro di Padova e Loris Scarpa – si costituiranno parte civile nel processo e sosterranno il diritto dei lavoratori coinvolti a essere rappresentati da propri tecnici nella Commissione che si occuperà della perizia sulla dinamica dei fatti. Intendiamo andare incontro al desiderio dei lavoratori delle Acciaierie Venete di sostenere anche economicamente le famiglie di Marian, Sergio e Davide, dando vita ad un fondo di solidarietà in cui confluiranno le risorse che riusciremo a raccogliere. E’ necessaria – concludono i due sindacalisti – una svolta nella battaglia contro le morti e gli infortuni sul lavoro. E’ arrivato il momento per ripensare un modello di impresa che ha visto fin qui la sicurezza non come un obbiettivo irrinunciabile, ma come un costo. Venerdì sarà una tappa indispensabile di questo percorso di mobilitazione e di lotta».

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