Miteni in crisi, M5S Veneto: «nodi stanno venendo al pettine»

I parlamentari e consiglieri regionali veneti del Movimento 5 Stelle, insieme ai colleghi della Commissioni Ambiente di Camera e Senato, commentano l’annuncio della crisi di Miteni e la richiesta di accesso al concordato preventivo. «Finalmente stop all’inquinamento da Pfas prodotto da Miteni. Ora si garantisca che chi ha inquinato paghi e che il piano di bonifica non venga intaccato, e possa garantire anche un ricollocamento professionale dei lavoratori, che sono anche loro vittime di questa situazione. La scorsa settimana avevamo chiesto il sequestro dell’azienda, una misura indispensabile per evitare che i beni necessari alla bonifica venissero trasferiti all’estero».

«L’annuncio di presentazione di Miteni della domanda di accesso al concordato preventivo in continuità aziendale – continua la nota – certamente pone l’attenzione anche sul tema della tutela occupazionale di chi lavora nell’azienda. I dirigenti della multinazionale non possono “scappare con il malloppo“. Tutti i nodi delle mancanze di questi anni stanno venendo al pettine. Ora va fatto di tutto affinché i nuovi acquedotti anti-Pfas annunciati nei giorni scorsi dalla Regione Veneto vengano pagati da chi ha causato il danno, “chi inquina paga“. Inoltre questa situazione non deve intaccare in alcun modo il piano di bonifica del sito inquinato», concludono in coro tutti gli esponenti pentastellati.

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