Pfas, il piano del neo-commissario Dell’Acqua

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Si è ufficialmente insediato ieri il nuovo commissario straordinario per l’emergenza Pfas, Nicola Dell’Acqua. Come scrive Luca Fiorin su l’Arena a pagina 27, Dell’Acqua ha subito incontrato ieri in Provincia di Verona i sindaci dei Comuni scaligeri della zona rossa illustrando loro i punti salienti del piano che intende attuare. «Acque Veronesi sta completando il collegamento di una seconda batteria di filtri, che entrerà in funzione a brevissimo, per cui si può dire che questa è l’acqua più filtrata d’Italia e l’unica al mondo che non contiene Pfas a catena lunga», ha spiegato il neo-commissario. Il riferimento è alle sostanze perfluoro-alchiliche trovate nel sangue dei residenti delle aree più colpite attraverso gli screening della Regione Veneto. Tali prodotti chimici oggi non sono più prodotti dalla Miteni, azienda di Trissino (Vicenza) considerata al maggiore responsabile della contaminazione. Tuttavia l’azienda produce adesso Pfas a catena corta, sostanze che i filtri non riescono a trattenere e che devono prima passare dalle barriere create dalla Miteni stessa.

Dell’Acqua ha ribadito ieri l’intenzione di approvvigionare la zona rossa con acqua pulita: «è necessario portarla dall’esterno, creando dei pozzi e delle condotte apposite», ha spiegato illustrando le tre derivazioni che, secondo il piano, convergeranno sulla centrale di potabilizzazione a cui già ora sono attaccati gli acquedotti: una da Verona Est – Belfiore; una da Carmignano sul Brenta, nel Padovano; la terza dall’Alto Vicentino. Per tale intervento «i soldi ci sono: sono i 58 milioni che arriveranno dal Governo», ha garantito il neo-commissario.

(ph: sivempveneto.it)

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