S. Donà, candidata musulmana insultata: «religione fatto personale»

«Sono stata bollata in modo un po’ vivace, come una che vuole solo rappresentare i musulmani. Io vado avanti, la religione credo sia un aspetto personale che non deve coinvolgere la politica». Così in un’intervista a Giovanni Cagnassi su La Nuova Venezia a pagina 33, Nadia Chihab, cittadina italiana di 44 anni di origine marocchina. Chihab, interprete linguistica, è stata negli ultimi giorni bersagliata dalle critiche sul web per la sua candidatura nella lista che a San Donà sostiene il candidato sindaco Oliviero Leo. «Vivo a San Donà da 20 anni e i miei due figli sono nati qui, sono italiani e sandonatesi. Metà della mia vita l’ho vissuta qui, dove ho lavorato anche con la Cgil e mi sono occupata del sociale, parlo arabo, con una quindicina di dialetti, italiano, poi francese. Non ha senso bollarmi solo perché sono originaria di un altro Paese con una diversa religione».

«Sono una donna e anche musulmana, normale che qualcuno abbia, diciamo, storto il naso – continua Chihab -. Ho sentito di persone che denunciano che i musulmani e gli immigrati vogliono governare e comandare in città. Io sono un’immigrata, ho studiato, lavorato, sono cresciuta in un Paese, l’Italia e San Donà, che mi ha accolto. E ho avuto delle opportunità importanti. Non mi sento una marocchina e basta, sono una donna che ha vissuto l’emigrazione come tante altre. Io vorrei rappresentare chi arriva in Italia dagli altri Paesi, gli immigrati e aiutarli a integrarsi perché questa è la vera ricchezza di una cultura e di un Paese e assieme possiamo farlo crescere».

(ph: Facebook – elezioni San Donà di Piave 2018)

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