Contratto Lega-M5S, Sgarbi: «Salvini tradisce i suoi elettori»

«Mi auguro che Salvini si renda conto che sta tradendo quegli elettori che lo hanno votato». Come da sua abitudine, Vittorio Sgarbi non le manda a dire. Ieri sera, ospite in collegamento della trasmissione Matrix su Canale5, il critico d’arte, candidato di Forza Italia alle scorse elezioni politiche, si è scagliato contro il “contratto” di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. Il 4 marzo, ricorda Sgarbi, «gli elettori hanno votato nei collegi per un candidato della Lega con i voti di Forza Italia. L’idea di lasciarsi alle spalle, come indegno, l’ex incandidabile è una forma di viltà inaccettabile». La scelta di stipulare un accordo programmatico prima di avere individuato la figura del Presidente del Consiglio è «un’impostura», perché «prevede che il programma venga scritto da un comitato composto tra gli altri dal Presidente del Consiglio. Ma si sa chi è? Come si fa a fare un comitato costituente privo del Presidente? Non fai un programma e poi chiami il Presidente a metterci un timbro. Ma dove siamo?».

Il critico ha ricordato l’articolo 92 della Costituzione: «il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio prima di tutto. Non ascolta due supposti ministri che disegnano l’identikit di un Presidente del Consiglio che non c’è. Senza di esso, non si fanno accordi». Infine, sul capitolo del programma a lui più caro, quello della cultura, per Sgarbi «non solo è la prova di un’ignoranza imperdonabile, ma dà anche la misura di una protervia prima di ogni rispetto per i valori etici e spirituali, che parla di sfruttare i monumenti, di farli produrre. Devono vergognarsi, questi ignoranti e incapaci che non sanno che la cultura eleva, riguarda lo spirito, non lo sfruttamento dei musei con le biglietterie e le agenzie per la cupidigia di chi vuole guadagnare con i beni culturali».

r.a.

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