Padova, non accetta la seconda moglie: botte da marito algerino

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Non era la prima volta che alzava le mani su di lei. Le violenze si ripetevano in continuazione, sempre per lo stesso motivo: la 38enne non accettava la legge islamica della sharia, che consente la poligamia e la bigamia. Il marito algerino infatti aveva una seconda moglie e voleva che questa convivesse con loro a Fontaniva, in provincia di Padova.  Come riporta Il Giornale, quando la prima moglie si ribellava, veniva pestata ed è finita più di una volta in ospedale. Al quinto pestaggio però sono intervenuti i carabinieri e la donna ha trovato il coraggio di denunciare il marito violento.

«Mohamed Abla – ha spiegato in aula la pm che ha condannato l’algerino a 2 anni e 3 mesi di reclusione, oltre che al pagamento di una sanzione da 10 mila euro – era molto bravo a picchiarla in posti nascosti dagli abiti, in modo che la gente non vedesse». Le violenze a quanto pare non erano solo fisiche, ma anche psicologiche, come ha spiegato l’avvocato della donna: «Abla faceva la spesa lasciando il cibo in macchina e chiudendo a chiave, in modo che lei non lo potesse prendere, dava qualcosa ai bambini ma a lei niente, era costretta ad andare a elemosinare cibo da amici e vicini di casa». «Non possiamo accettare l’imposizione delle legge coraniche della shaaria qui in Italia – ha commentato il deputato della Lega Paolo Grimoldi – L’algerino va immediatamente espulso. Se vogliono più mogli restino a casa loro».

 

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