Verona, il vicepresidente Agec smentisce il presidente Niccolai

Ascione, numero due della controllata comunale, interviene sui super-incarichi a due dipendenti che avevano patteggiato sul caso Tartaglia: «decisione sua e del dg»

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L’affaire promozioni alla controllata municipale veronese Agec svelato da Vvox si arricchisce di un nuovo capitolo: la presa di distanza del vicepresidente Maurizio Ascione dal suo presidente, Roberto Niccolai. Ascione, confermando in sostanza quanto riferito dal nostro giornale l’11 maggio, va addirittura oltre: sottolinea che l’avanzamento a mansioni superiori per due dipendenti che nel 2014 patteggiarono una pena dopo uno scandalo di malversazioni interne all’azienda, non è stato deciso dal consiglio di amministrazione. Affermazioni che in buona sostanza fanno cadere la responsabilità «su presidenza e direzione generale». E che smentiscono l’uscita di Niccolai quando questi chiamò in causa la vecchia gestione.

OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO
Per la cronaca il caso della municipalizzata del capoluogo scaligero di palazzo dei Diamanti (si occupa di case popolari, di farmacie comunali e di servizi cimiteriali) aveva cominciato a scuotere palazzo Barbieri sin dai primi del mese. Le opposizioni, pressoché immediatamente, avevano chiesto lumi alla giunta di centrodestra guidata dal sindaco Federico Sboarina. Tra le file della minoranza, era stato il consigliere comunale democratico Francesco Benini ad incalzarla durante un tesissimo question time in aula consiliare. La giunta, tra qualche imbarazzo, aveva replicato con l’assessore alle partecipate Daniele Polato il quale aveva di fatto confermato più d’uno tra i dubbi sollevati da Benini.
All’opposizione però questi chiarimenti non devono essere bastati. Chi scrive infatti aveva sollecitato direttamente il presidente Niccolai per rispondere a nove quesiti precisi indirizzati allo stesso manager ben prima del consiglio comunale del giorno 10 maggio. Fino ad oggi non c’era stata alcuna replica da parte del numero uno di via Noris tanto che il consigliere Alessandro Gennari (M5S) il 15 maggio era tornato alla carica. Stavolta non con una nota ma con una vera e propria interrogazione nella quale chiedeva alla giunta del Comune di Verona di conoscere «quali siano le motivazioni espresse nella riunione del cda che hanno portato al nuovo mansionamento per Davide Dusi… le motivazioni giuridiche… alla base di tale scelta… la motivazione per cui non è stato possibile reintegrare il dipendente in mansioni differenti rispetto a quelle già ricoperte durante i fatti appurati dalla magistratura…».

NICCOLAI TACE, ASCIONE NO
A fronte del perdurante silenzio di Niccolai chi scrive ha provato ad interpellare il vicepresidente di Agec, l’avvocato Ascione (in foto). Veronese, classe ‘79, specializzato in diritto societario, quest’ultimo ai taccuini di Vvox oggi spiega che «in assenza di chiarimenti da parte dei vertici aziendali in merito all’incarico di capo sezione dei servizi generali attribuito a Davide Dusi ed al re-inserimento di Giovanni Bianchi nel servizio sistemi informatici», soggetti entrambi coinvolti nelle vicende giudiziarie che nel 2013 hanno interessato l’azienda, ritiene di dover precisare «il reale svolgimento dei fatti». E dopo la premessa di rito arriva la prima puntualizzazione, anche rispetto alla interrogazione di Gennari: «Diversamente da quanto letto nell’interrogazione poi pubblicata da Vvox, in consiglio di amministrazione mai, e sottolineo mai, è stata discussa la posizione lavorativa dei dipendenti Dusi e Bianchi» il quale come Dusi nel 2014 patteggiò una pena nell’ambito dell’affaire Tartaglia. Più precisamente in occasione della riunione del cda del 20 marzo 2018, il presidente Niccolai, così riferisce ancora il suo vice, ha presentato «il nuovo organigramma aziendale per categorie, ovvero quello riassuntivo per settori e dipartimenti attualmente pubblicato sul sito di Agec, senza alcuna indicazione nominativa dei lavoratori e del posizionamento di ciascuno di questi nella struttura organizzativa aziendale».

RIVELAZIONI
Di seguito un’altra pesante puntualizzazione: «I primi giorni del mese di aprile, del tutto accidentalmente, ho avuto notizia dell’attribuzione della qualifica di Capo sezione dei servizi generali a Dusi e del re-inserimento nella alla sezione informatica di Bianchi». Le parole del vice finiscono per smentire quelle del presidente il quale, stando all’Arena, aveva fatto ricadere la responsabilità delle cosiddette nuove promozioni sulla vecchia gestione, ovvero quella espressa durante la precedente consiliatura, in piena era dell’ex sindaco Flavio Tosi. «Per e-mail ho immediatamente richiesto al direttore generale Giovanni Governo e allo stesso presidente – continua Ascione – copia dell’organigramma analitico, ovvero del documento che esplicita i nomi dei lavoratori ed i relativi ruoli al fine di poter riscontrare quanto appreso. Ad oggi sono ancora in attesa di ricevere la documentazione richiesta». Ma non è finita: «La questione riguardante l’inquadramento dei due dipendenti va attribuita al presidente e al direttore facente funzione dottor Governo. Queste due persone – conclude il vicepresidente – sono gli unici soggetti che potranno riferire sui fatti. E a costoro va attribuita ogni relativa decisione. Altrettanto mi preme chiarire che ignoro totalmente, né è mai stato sottoposto all’esame del cda di cui faccio parte, l’affidamento di consulenze alla società Lime Solutions».

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