Mamme No Pfas: «sequestrare Miteni»

Il comitato Mamme No Pfas contesta la richiesta di concordato preventivo in continuità aziendale avanzata dalla ditta chimica Miteni di Trissino al tribunale di Vicenza: «è chiaro che l’azienda sta affrontando dei problemi che non sono legati alle iniziative volte a contrastare l’inquinamento da Pfas, come vorrebbe far credere, ma che sono legati alla sua attività – afferma Michela Piccoli in un articolo di Luca Fiorin su l’Arena a pagina 33 – Considerato che, dopo quattro anni, siamo arrivati a controllare, con carotaggi, solo il 10 per cento dell’area in cui si trova lo stabilimento, è chiaro che non possiamo aspettare altri 36 anni per arrivare ad avere un quadro definitivo della situazione». Il comitato ritiene la richiesta di concordato una «furbata» per mettere le mani avanti in caso di possibili risarcimenti futuri.

«Noi siamo solidali con i dipendenti di Miteni, così come vogliamo che le industrie continuino a lavorare – aggiunge Piccoli -, ma è chiaro che qui il problema va risolto alla radice, sequestrando l’azienda e spostando gli impianti. Tutto ciò con un obiettivo ben preciso e non più procrastinabile: fare in modo che venga effettuata subito quella bonifica che adesso non è possibile realizzare in maniera efficace». per ottenere il sequestro degli impianti della ditta, considerata da Arpav come la maggiore responsabile della contaminazione da pfas del territorio veneto, le Mamme No Pfas sono pronte ad adire le vie legali.

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