“Parentopoli” a Padova, la prova di forza di Borile (M5S)

Il consigliere comunale ha saputo sferrare un attacco più dimostrativo che sostanziale. Ma ha dato un segnale. A cui potrebbe seguirne un altro

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Doveva essere un consiglio comunale abbastanza tranquillo, quello a Padova, con temi di ordinaria amministrazione. Ma non si erano fatti i conti con il consigliere pentastellato Simone Borile (in foto), che era in pole position con le interrogazioni mettendosi la tuta mimetica da cecchino. Borile ha chiesto conto alla giunta Giordani dell’opportunità di far partecipare alle iniziative comunali parenti e amici: nella fattispecie si riferiva alla festa del quartiere Arcella di domenica scorsa, che oltre al blocco del traffico, prevedeva anche una serie di eventi.

Tra questi Borile ha sottolineato quelli organizzati da Andrea Rossi, uomo molto legato al Pd e presidente “in pectore” della nuova consulta di quartiere, e la presenza di un “camper della salute”, nella cui organizzazione Maniunite è presente la moglie del consigliere di maggioranza Luigi Tarzia e l’utilizzo, poi però non avvenuto, di un palco per l’esibizione del figlio della consigliera Silvia Giralucci. È bene precisare che, soprattutto per queste ultime due iniziative, tutto era gratuito e la moglie del consigliere Tarzia è persona stimatissima, attiva da oltre un decennio nel mondo del volontariato, e per inciso non ha mai avuto grandi aiuti dal Comune, nemmeno sul contestato camper della salute.

Proprio per questo uno si aspetterebbe che tutta la faccenda si chiudesse in un bel “chissenefrega”, visto che nessuno ne ha tratto vantaggio. Invece ne è scaturito un pandemonio, e non solo in consiglio: nei giorni successivi proprio il consigliere Tarzia ha mandato una lettera al quotidiano Il Mattino in risposta a Borile accusandolo di essere persona «arida dal punto di vista sociale umano culturale e scarsa sul piano politico». Si comprende in queste parole così forti tutto il disappunto per aver toccato un aspetto familiare. Borile non ha replicato, ma ha avuto da un lato il sostegno da più parti ed in particolare dai colleghi di minoranza Alain Luciani (Lega) ed Eleonora Mosco (Forza Italia), dall’altro accuse da parte delle associazioni e dagli organizzatori degli eventi.

Si sa quanto i grillini siano sensibili ad eventuali parentopoli ed amicopoli, ma qui sinceramente per un esterno (ed anche un interno) è molto difficile capire se sia veramente il caso di perdere tempo per accapigliarsi sul fatto che “forse può darsi che” il Comune possa aver favorito il figlio di una consigliera nel suonare su un palco, oppure la moglie di un consigliere nel fare
volontariato… Viste le veementi reazioni, e dato che il sindaco stesso ha avvicinato Borile manifestandogli il proprio disappunto, è evidente che si sia toccato un nervo scoperto e sensibile.

Si può ragionare sul fatto che potesse scegliere un altro punto su cui attaccare l’amministrazione di centrosinistra, e non centrare quello relativo al volontariato e alla sfera familiare. In questo quasi anno di amministrazione alcune nomine, nonché alcune iniziative molto sponsorizzate, hanno coinvolto alcuni amici delusi dall’esito elettorale o anche consiglieri stessi. Borile è stato abile: molto probabilmente ha preferito sparare chirurgicamente colpendo un punto preciso, per far capire che lui può far male, e molto.

Già in un precedente consiglio aveva avvisato che voleva andare a fondo sui nomi dei proprietari delle palazzine della degradata via Anelli che il Comune vorrebbe acquistare, affinché non fosse una marchetta elettorale. Chissà: magari sta caricando quel colpo…

(ph: it.geosnews.com)

Ph: Facebook Simone Borile

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