Puppato (Pd): «Zaia trasforma Veneto in signoria»

«La legge elettorale in discussione in regione è un inno all’auto-conservazione della casta, Luca Zaia ha probabilmente compreso che non ci sono spazi di carriera a livello nazionale con la lega di Salvini e blinda la propria posizione di presidente. Gli consigliamo di autoproclamarsi direttamente re così almeno sarà più onesto nei confronti degli elettori». Così in una nota Laura Puppato (Pd) commenta la nuova legge elettorale regionale che elimina il limite dei di 2 mandati per la carica di governatore.

«Mentre a Roma si straparla di governi di cambiamento, a Venezia ci si garantisce la poltrona a vita, bei tempi quelli in cui Zaia si vantava di essere il primo ad aver imposto per legge il limite dei due mandati – ha detto ancora Puppato – ora che vede avvicinarsi la fine del suo secondo mandato, con un blitz degno di Putin, cambia le carte in tavola e apre le porte alla presidenza a vita, forte di un consenso che non è scemato neanche davanti alle evidenti implicazioni politiche della sua prima giunta nella questione del Mose e molte altre lacune, buona ultima quella sulle assenti politiche ambientali che causano un’apertura di infrazione comunitaria oltre a parecchie migliaia di morti e ammalati da smog, un’emergenza sanitaria causata da incuria. Zaia ama farsi chiamare doge, ricordi che Marino Falier, 55esimo doge, tentò di estendere la propria carica, trasformando Venezia in una signoria, ma su di lui cadde la damanatio memoriae. Le regole democratiche non sono un gioco da cambiare a piacimento», conclude Puppato.

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