Sgarbi condannato a 6 mesi, diffamò pm Di Matteo

L’articolo pubblicato su Il Giornale il 2 gennaio 2014 è stato ritenuto diffamatorio nei confronti del magistrato palermitano Nino Di Matteo. Il giudice monocratico di Monza ha così condannato Vittorio Sgarbi, autore dell’articolo, a 6 mesi per diffamazione mentre Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano, a tre mesi per omesso controllo. Entrambi hanno avuto la sospensione della pena. Sia Sgarbi che Sallusti dovranno versare un risarcimento danni da liquidarsi in sede civile. Il giudice ha comunque concesso a Di Matteo una provvisionale immediatamente esecutiva di 40mila euro.

L’articolo si intitolava “Quando la mafia si combatte soltanto a parole”. Ecco alcune delle frasi incriminate: «Riina non è, se non nelle intenzioni, nemico di Di Matteo. Nei fatti è suo complice. Ne garantisce il peso e la considerazione». «C’è qualcosa di inquietante nella vocazione al martirio (del magistrato, ndr)». «Gli unici complici che ha Riina sono i magistrati».

Sgarbi si difende ai microfoni di Tgcom24: «ho detto una cosa oggettiva, e cioè che le intercettazioni in carcere di Riina che “condannava a morte” Di Matteo, hanno favorito la creazione del mito del magistrato, ne hanno aumentato popolarità e tutela, e questa non è diffamazione, è un’opinione. In uno Stato democratico è garantita la libertà d’espressione e questa sentenza è un crimine contro la democrazia e l’ossequio di un magistrato a un suo collega».

 

Tags:

Leggi anche questo