Accoglienza da rifare, profughi vanno controllati 24 ore su 24

Dai corsi di lingua al lavoro obbligatorio: ecco alcune soluzioni per migliorare l’integrazione

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Dovunque io vada e con qualunque persona io parli, il problema migranti è un leit motiv ineludibile. La gente ha paura e non sono solo i tempi difficili ad indurla, ma è certo che vedere in giro tanti sconosciuti, che non parlano la tua lingua e che bighellonano ovunque in attesa di chissà che, qualche apprensione non può non provocarla.

Con queste persone che arrivano per una speranza di vita migliore, i problemi sono molteplici. La parte internazionale per fermare gli arrivi in massa, quella umanitaria affinché chi viene fermato nei Paesi di transito sia ospitato in modo umano e quelli che sono già sul nostro territorio ai quali non si pensa in modo serio ed efficace. So che le competenze per la gestione attengono al prefetto, ma ritengo vi debba essere una larga delega al sindaco che, dal punto di vista sociale, ha più il polso della situazione. Il problema primo è dove ospitare queste persone.

Ci sono alberghi, pensionati, ma non mancano appartamenti sfitti nei quali si potrebbero inserire piccoli nuclei, prevalentemente della stessa etnia, con la nomina di un o una responsabile dell’organizzazione e degli acquisti di cibo. Questo è un punto importante. Diretto o indiretto ci deve sempre essere un responsabile dei vari nuclei. Credo potrebbe essere una parziale soluzione anche l’utilizzo di caserme dismesse che nella suddivisione dei locali abbiano già in nuce una possibilità di controllo da parte di un nucleo militare o di polizia fisso nella struttura stessa. Sul fatto dei controlli io sarei un po’ restrittivo. A cicli programmati, ma anche improvvisi, effettuerei perquisizioni per eliminare ogni arma o altro strumento offensivo. Operazione che gestirei ad ogni controllo su strada o altro.

Appena sistemato l’alloggiamento, senza alcun indugio, passerei ad obbligatori corsi di lingua, anche intensivi, prodromici ad altri di educazione civica. In questo ambito non tralascerei di omogeneizzare i comportamenti interni ed esterni degli ospiti con quelli degli indigeni. Su questa base, costruirei poi un percorso lavorativo, pure obbligatorio, a seconda delle richieste del mercato.Teniamo presente che ci sono tanti lavori artigianali in forte diminuzione che avrebbero bisogno di nuova linfa; piccoli trasporti, calzolai, elettricisti, idraulici, falegnami, giardinieri e altro. Naturalmente tutto ciò comporta un efficiente centro organizzativo e molti addetti, si spera anche volontari, che prendano questo lavoro con passione.

Quello che sto cercando di dire è che non possiamo lasciar andare le cose come vanno ora. Gli ospiti vanno monitorati 24 ore su 24 e ad ogni infrazione vi deve essere, pur proporzionale all’evento, una sanzione effettiva e rapida. Spero mi si creda che ho simpatia umana e vicinanza per questi ragazzi sradicati e dal futuro difficile, ma non posso accettare loro comportamenti, che pure i nostri autoctoni spesso hanno, di totale indipendenza da normali regole di comportamento. Strepitare in orari di riposo sotto le finestre delle case, andare in bici sui marciapiedi contromano, con cellulare all’orecchio, attraversare le strade in ogni punto che garba loro, non rispettare segnali semaforici. Insomma tutte cose quotidiane che disturbano molti.

Ecco perché le azioni di cui sopra hanno una duplice funzione: tenere occupati questi giovani e trasmettere sapere. Vedrei utile anche altro. Attraverso mediatori culturali, selezionare irreprensibili persone delle varie etnie da aggregare alle varie pattuglie di controllo per facilitare i rapporti tra controllori e controllati. So che farà sorridere, ma riterrei utile anche organizzare partite di calcio o altri sport per assorbire parte delle energie di cui quei giovani sono forniti. Se uno si è divertito ed è stanco, i pensieri sono più lievi. Un inserimento, per essere accettato, deve essere tale da non essere percepito come invasivo e lo si deve, quindi, omogeneizzare nel modo migliore possibile.

(ph: ilsismografo.blogspot.com)

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