Veneto, passa lo “Zaiatellum”: premio di maggioranza al 60%

Il consiglio regionale del Veneto ha approvato ieri il cosiddetto “Zaiatellum”, ovvero la nuova legge elettorale voluta dal governatore Luca Zaia per «migliorare la governabilità» della Regione. Come scrive Marco Bonet sul Corriere del Veneto a pagina 2, la legge è passata con 31 voti favorevoli (centrodestra più Veneto Civico), 13 contrari (Pd, Movimento Cinque Stelle e Leu) e 1 astenuto (Moretti Presidente). Durante la discussione in aula, Zaia è stato duramente contestato dai consiglieri del Movimento Cinque Stelle che hanno innalzato cartelli con la sua foto e la scritta “chi l’ha visto?”, in polemica con la sua assenza durante il voto.

Tra le novità introdotte dalla nuova legge elettorale, l’incompatibilità tra la carica di consigliere regionale e quella di assessore regionale. Tale norma obbliga i consiglieri chiamati a far parte della giunta ad abbandonare il proprio scranno a favore del primo dei non eletti. L’incompatibilità si estende inoltre anche tra la carica di assessore regionale e consigliere comunale. Un’altra novità inclusa nella nuova legge, riguarda il dimezzamento del tetto di spesa applicato ai partiti per la campagna elettorale nell’ottica del contenimento dei costi della politica. È stato inoltre confermato il premio del 60% dei seggi per chi supera il 40% dei voti, la rimozione del limite di due mandati per i consiglieri, la possibilità per il presidente della regione di candidarsi in tutte le province così da sfruttarne “l’effetto traino”, la doppia preferenza di genere, il voto in giornata unica, dalle 7 alle 23.

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