Caso Agec, Niccolai e Croce chiariscano una volta per tutte

La responsabilità istituzionale è del presidente della controllata comunale. Ma quella politica è del leader di Verona Pulita

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Una specie di maledizione deve essersi appiccicata alla sorti dell’Agec, l’istituto comunale veronese che gestisce gli alloggi popolari e qualcos’altro. Cambiano i sindaci, cambiano i presidenti, ma la musica resta sempre la stessa. L’Agec continua a occupare le prime pagine dei giornali locali e non per vicende esemplari. Fatti strani, decisioni incomprensibili, polemiche e comportamenti, che saranno anche normali (abituali) per gli enti pubblici comunali, ma dei quali faremmo volentieri a meno, se non altro perché sono la spia rossa di un malessere profondo nella gestione delle cose e del denaro pubblico, che prima o poi dovrà passare.

Dopo la assurda vicenda dell’avvocato Michele Croce, nominato presidente dall’ex sindaco Tosi e repentinamente silurato, con l’accusa (falsa) di volersi rifare l’arredamento dell’ufficio presidenziale; dopo l’intervento della Magistratura che aveva ravvisato (finalmente!) gli estremi di alcune irregolarità e aveva provveduto a comminare qualche (modesta) sanzione, oltre che a farci venire un po’ di voglia di «pulizia» – sicché anche in città, proprio per mano del medesimo ex presidente Croce era sorto un ambizioso movimento denominato appunto “Verona Pulita”; dopo che questo stesso movimento aveva contribuito al cambio della guardia tra Tosi e Sboarina alle precedenti elezioni, e aveva consentito al suo fondatore, oltre che di divenire un personaggio influente nella politica veronese, di assidersi sulla poltrona più retribuita tra gli enti pubblici veronesi (Agsm) e da lì determinare un cambio al vertice dell’Agec, con un nuovo presidente di sua totale fiducia, perché appartenente al suo movimento, Roberto Niccolai. Insomma dopo tutto questo e molto altro, pensavamo finalmente di essere tornati alla normalità e di non dover sentir più parlare di Agec per questioni volgari, di denaro, di interessi personali e di situazioni sconvenienti.

Invece no, come tutti sanno siamo punto e a capo. Una brutta storia di promozioni indebite e inopportune di dipendenti Agec, legati a doppio filo alla precedente gestione, appunto sanzionata dalla Magistratura. Una storia che, almeno apparentemente, si voleva tenere sotto traccia, nascosta dai silenzi del presidente Niccolai, fintantoché, prima il vicepresidente Ascione e poi nientepopodimeno che l’assessore responsabile delle società partecipate, Polato, proprio e solo dalle pagine di VVox hanno sconfessato quell’assoluzione che su tali nomine si era cucito Niccolai. E alla fine, l’altro giorno – come si usa via Facebook – mentre era in luna di miele in Estremo Oriente, la totale palese sconfessione politica da parte di Croce nei confronti del presidente Agec, come se lui, Croce, e non il sindaco Sboarina fosse il responsabile dell’azione dei presidenti degli enti pubblici comunali, come se appunto gli atti di mala gestio si potessero semplicemente risolvere addossando le responsabilità politica ai subordinati (o ai servitori – ma in politica questi non dovrebbero esistere…).

Insomma comunque la si giri, qualsiasi sia il finale, un’altra storia poco edificante. A segno che le opacità forse non sono state del tutto estirpate da Agec e dalle prassi degli enti pubblici veronesi. A segno che il galateo delle democrazia ancora tarda ad essere recepito nella terra di Giulietta, e i veronesi (con i loro giornali…) non sanno o non vogliono sapere chi realmente comandi a Verona, se questi sia dentro o fuori dai binari istituzionalmente stabiliti. Peraltro, domani Niccolai finalmente doveva dare la sua versione in una conferenza stampa, che ieri è stata rinviata a data da destinarsi. La sua reputazione ci spingerebbe a un atto di fiducia nei suoi confronti. Ma in ogni caso, in ogni modo “finisca” questa vicenda, il dubbio che a Verona, per quanto riguarda la pulizia, ci sia ancora molto da fare, resta, e odora (per chi vuole sentirlo, l’odore, ovviamente).

Ph: Facebook Michele Croce

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