«Infrastrutture in ritardo, Tav e Pedemontana necessarie»

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«La Tavè una cosa dovuta. E siamo in ritardo di vent’anni». Lo dice in un’intervista a Alberto Vitucci su La Nuova Venezia a pagina 5, Paolo Costa, ex ministro e presidente della commissione europea Trasporti, ex sindaco e ex presidente del porto di Venezia. «Siamo abituati a pensare le infrastrutture solo in termini di disagi, o di proteste locali, mai in prospettiva – aggiunge -. Magari il nuovo governo potrà rimescolare le carte. Potrebbe anche essere un’occasione (…) magari uno scossone è salutare».

Costa parla anche di porti («Non ce n’è uno in Italia che possa ospitare le navi da 18 mila teu») e ferrovie («i nostri treni merci non raggiungono mai i 750 metri. Adesso quelli nuovi li facciamo così. Ma invece in Europa li progettano già da 1000 metri»). E sulle ipotesi del nuovo governo di rivedere le decisioni in fatto di Tav e Pedemontana Costa conclude: «è chiaro che i grillini si oppongono alle grandi opere, avendo costruito il loro consenso sulla rabbia delle popolazioni locali, mettendo insieme quelle battaglie. Ma la necessità di fare le grandi infrastrutture non si può scaricare addosso ai sindaci e agli enti locali. Deve decidere lo Stato».

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