Treviso, prefetto convoca Intesa e Sga: «rischio illegalità»

Condividi
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail to someone

Il prefetto di Treviso Laura Lega (in foto) ha convocato ieri un vertice con esponenti alti dirigenti di Banca Intesa, subentrata a Veneto Banca e Popolare di Vicenza dopo il loro fallimento, Sga, società dello Stato che ha acquistato i crediti deteriorati, l’Associazione bancaria italiana, Banca d’Italia, Banche di Credito Cooperativo, e poi Veneto Sviluppo, consorzi fidi, le associazioni di categoria della provincia di Treviso, la Camera di commercio e ordini professionali, imprenditoriali e di categoria. Forse il prefetto aveva in mente l’incontro del premier incaricato Giuseppe Conte e le associazioni dei soci truffati. Come scrive Silvia Madiotto sul Corriere del Veneto nell’edizione di Vicenza e Bassano a pagina 2, il prefetto è preoccupato dei danni al tessuto sociale a seguito del crac delle banche venete. «Ho sollecitato gli istituti bancari a garantire le aziende» ha dichiarato.

«Ho chiesto tempestività nell’esame delle diverse posizioni, caso per caso, perché i nostri imprenditori che hanno più bisogno di supporto siano conosciuti e vissuti dall’interno, di modo da valutare il potenziale di chi oggi vive un momento di difficoltà ma può rinascere e concorrere allo sviluppo del territorio. Il rischio che si può correre – ha spiegato Lega – rientra nell’ottica della legalità. Se le piccole imprese non vengono accompagnate, anche con il credito, si possono generare conflitti e illeciti. Per questo serve potenziare un credito sano, una filiera pulita e trasparente, istituzionale, che possa alimentare il tessuto produttivo. Ho chiesto – ha concluso il prefetto dopo un incontro durato circa 3 ore – di dedicare risorse, in modo specifico, ai territori e ho avuto delle rassicurazioni. Ho chiesto che le risorse non siano gestite da Milano o Torino, ma dalle banche qui, localmente, con il concorso informativo del territorio, delle istituzioni e delle associazioni che lo vivono».

 

Tags: ,

Leggi anche questo