«Zonin minacciato, trasferire processo da Vicenza»

Sabato scorso il tribunale avevo respinto le istanze di trasferimento del processo sul crac della BpVi a Roma o Milano negando l’incompatibilità territoriale. Oggi però i legali dell’ex presidente Gianni Zonin e degli altri imputati hanno presentato le motivazioni secondo le quali Vicenza non potrebbe essere un territorio neutro per una decisione imparziale. «La campagna mediatica ha coinvolto pesantemente l’autorità giudiziaria vicentina in ordine a una presunta connivenza della stessa con il potere della Banca popolare di Vicenza» scrivono gli avvocati. Come riporta Il Mattino di Padova, secondo gli avvocati le indagini del 2001 e del 2009 sarebbero avvenute sullo sfondo di una «feroce campagna mediatica che ha dato un’immagine dell’allora procura berica e del tribunale fortemente condizionati dai meccanismi di potere di BpVi».

Inoltre il procuratore capo Cappelleri avrebbe «sostanzialmente confermato tale teorema non solo con dichiarazioni alla stampa, ma anche in sede di Commissione d’inchiesta parlamentare». I legali fanno poi riferimento a una serie di denunce per minacce e diffamazione presentate dall’ex presidente Zonin: da ottobre 2015 a dicembre 2017 avrebbe ricevuto lettere anonime contenenti insulti, tanto da impedirgli di «svolgere qualsiasi attività a Vicenza» e dover «lasciare la sua residenza in contra’ del Pozzetto». Gli avvocati accusano la procura di aver sempre ignorato questi esposti e concludono sostenendo che «a Zonin e agli altri imputati e preclusa ogni possibilità di partecipare al processo».

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